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LE
BASI BIOLOGICHE ED ENERGETICHE DELL’INCOSCIENTE
Di
Antonio
Una seria spiegaz=
ione
sul fenomeno dell’incosciente è stata data dal lavoro di Maturana, prima, e di Varela dopo
sulla importanza della percezione inserita nella
visione sistemica.
Preferisco utiliz=
zare
il termine incosciente invece di inconscio. Non =
solo
la psicoanalisi ma anche le terapie psicocorporee (nella
impostazione dell’IFeN =
sarebbe
più corretto chiamarle somatopsicologiche)
danno importanza a tale fenomeno di cui non si conosce il noumeno.
E’ merito di
Freud aver dimostrato che nell’uomo esiste una =
span>attività
incosciente della psiche. Il paradigma post-reichiano, per noi meglio quell=
o navarriano, considera l’incosciente come un att=
ributo
che può essere portato alla luce (presa di coscienza) con la
vegetoterapia =
span>carattero-analitica la cui metodologia (così come sistematizzata d=
a F. Navarro) sottolinea l’importanza
dell’emozione paura nella formazione dell’incosciente.
La neuropsicologia pur accettando l’esistenza dell=
’attività
incosciente, non ha una esauriente spiegazione d=
ella
dinamica della sua base biologica ancorata alla corporeità.
C’è un evidente e naturale legame tra la paura e l’istinto di
conservazione la cui attività è una funzione del cervello
E’ opportuno
ricordare, a questo punto, che ogni manifestazione patologica, meglio
psico-patologica, è un tentativo di difesa affinché il sistema
biologico conservi una struttura energetica di non equilibrio dinamico o di
tipo non conservativo, ma dissipativo e con ten=
denza
all’autorganizzazione (Prigogine).
Di qui l’importanza dell’esperienza come elemento strutturante
l’aspetto mentale dell’esistenza (meglio esistere) di cui oggi
l’ecologia profonda sottolinea
l’importanza.
Il cervello rettiliano, dove sono localizzati=
i centri nervosi responsabi=
li
delle funzioni vitali, esprime il tipo di comportamento basato sugli
automatismi, le stereotipie, le ritualità ed ogni comportamento si a=
ttua
attraverso la neuro muscolarità.
Jacobson ha sottolineato che le emozioni si inscrivono nei muscoli=
, ogni
esperienza ha un suo colore emotivo, e ciò confermerebbe
l’osservazione dello stesso Jacobson che “l’uomo pensa co=
n i
muscoli“.
La neuro muscolarità è sotto l’influenza e=
d il
controllo del sistema nervoso autonomo o neurovegetativo per
cui il blocco muscolare - in tal senso Reich ci aiuta e soccorre mol=
to -
impedisce l’espressione dell’emozione e quindi del ricordo delle
esperienze ed esse legate. Le emozioni in tal modo restano bloccate nel
cervello rettiliano e diventano
“incoscienti” ed insieme ad esse le =
esperienze
collegate.
La carica energet=
ica
dell’emozione si scarica, in tal caso, esprimendosi con gli automatis=
mi,
la ritualità, il sogno, i lapsus,etc.
Il colore negativ=
o - quando
diciamo così si intende sempre la carica
energetica vibrazionale - di una emozione-esper=
ienza
impedisce ad una persone di r=
eagire
istintualmente, ma l’engramma
( si intende lo schema che resta inscritto nella persona) resta ancorato al=
la neuromuscolarità. In condizioni muscolari di <=
span
class=3DGramE>grande tensione o di rilassamento (qualcuno direbbe gli opposti si incontrano sempre, =
io preferisco
dire i complementari!) il ricordo incosciente del vissuto trova la possibil=
ità-potenzialità
(potenza!) indiretta di esprimersi in forma deviata od automatica. In tal modo si ha il riaffiorare d=
el
represso ed il vissuto incosciente diventa cosciente.