Come sapete il nome di Reich è stato usato come
una bandiera dai diversi movimenti sorti sullonda del 68 ed, oggi,
nellambito della New Age. La formazione a cui appartengo, presuppone laspetto
della ricerca post-Reichiana. Questo vuol dire che il lavoro, fatto da Reich, è stato
proseguito.
In particolare, la ricerca è proseguita grazie alla costituzione del Centro Reich a
Napoli, e a Federico Navarro, che è stato il caposcuola di tutto quello che poi in
Italia, nellambito della "vegetoterapia", è stato sviluppato.
In particolare Navarro, negli anni 70, insieme con altri pochi altri medici e
terapeuti del Centro di Napoli, è venuto a contatto con un allievo di Reich, Ola Rakhnes.
Il rapporto tra Rakhnes e Navarro fu molto proficuo anche sul piano evolutivo della
metodologia terapeutica della vegetoterapia; su invito di Ola Rakhnes, Navarro. che è
medico e psichiatra, approntò una sistematizzazione unitaria e completa del metodo
vegeto-terapeutico. Prima di soffermarmi sulla metodologia messa a punto da Federico
Navarro, vorrei soffermarmi su alcune questioni di metodo inerenti al pensiero di un altro
continuatore di Reich, David Boadella, che ha centrato la propria ricerca sui tre centri
fondamentali dellorganismo, considerandoli dal punto di vista embriogenetico.
Questi tre centri, secondo Boadella, sono collegati ciascuno con lenergia specifica
dei tre foglietti embrionali, endoderma, ectoderma, mesoderma e corrispondono nel corpo il
primo alladdome (tre dita sotto lombelico), il secondo al centro del petto
vicino al cuore, il terzo al centro della testa. Questi tre centri li ritroviamo anche nel
pensiero taoista inerente alla alchimia interiore e sono i tre campi di cinabro,
inferiore, mediano e superiore. Vorrei richiamare la vostra attenzione sulla specificità
delle funzioni di questi tre centri, specificità che si rende evidente nel momento in cui
ci proponiamo di metterci in contatto e coglierne intuitivamente e sensorialmente le
rispettive funzioni: se infatti, avviciniamo il nostro orecchio alla testa di un altro,
non sentiremo nulla, se ne auscultiamo la pancia sentiremo un grande rumore, se nel petto
sentiremo il rumore ritmico, regolare del battito.
Questo che cosa evidenzia? Che il punto di maggior equilibrio, quello in cui si incontrano
le opposte direzioni dellalto e del basso, è il centro di mezzo, e che quindi
lunica via possibile che abbiamo a disposizione per non perderci è data dal fatto
di poter essere in contatto con il cuore.
Nella metodologia messa a punto da Federico Navarro, il lavoro analitico della
vegetoterapia si effettua con acting specifici per ognuno dei sette livelli - o segmenti -
corporei individuati da Reich. Lobiettivo è la riattivazione della funzione o delle
funzioni specifiche di ogni livello, per giungere al termine della terapia, alla
attivazione, per la prima volta, del riflesso orgastico, funzione che esprime
lunitarietà pulsativa e fluida dellintero organismo. Lenergia, se non
può armoniosamente fluire, si blocca allinterno di questi livelli ed il lavoro
preliminare del terapeuta sarà, appunto, quello di individuare il blocco primitivo da cui
poi si è venuta successivamente a creare quella che viene definita la "corazza
caratteriale- muscolare". Ecco perché, nella pratica terapeutica, è così
importante e si dedica così tanta attenzione, al lavoro con gli occhi. Perché gli occhi
fanno parte del primo livello, il cui blocco è relativo al periodo più remoto nello
sviluppo del bambino, mentre ancora più remoto è il blocco della pulsazione del campo
energetico nel suo insieme.
Faccio solo qualche considerazione sugli altri livelli poiché una trattazione sistematica
potrà essere oggetto di un seminario teorico-pratico.
Il quinto livello corrisponde al diaframma, e il diaframma costituisce un punto cruciale
nel lavoro vegetoterapeutico, in quanto non è possibile liberare i livelli inferiori, e
quindi la sessualità dellindividuo, se il diaframma è bloccato.
Se riflettiamo, vediamo come il torace (quarto livello) assume la caratteristica di essere
il centro vitale per eccellenza delluomo, con la particolare comunicazione che si
svolge tra cuore e polmoni. E proprio lì, e nellinterazione tra
lattività respiratoria e lattività circolatoria, che si svolgono i processi
che mantengono in vita lorganismo.
Limportanza assunta dal centro del torace, non significa che le funzioni assolte
dagli altri centri non siano prese in considerazione. La parte inferiore del nostro corpo,
la zona sottodiaframmatica, è il centro istintuale motorio e pulsionale. Non dobbiamo
evitare il contatto con le nostre pulsioni, né farci sopraffare da esse. Dobbiamo
renderci consapevoli di ciò che sentiamo nel momento in cui lo sentiamo. Dal punto di
vista metodologico, le tecniche dirette alla liberazione della zona pelvica, devono essere
inserite in un progetto terapeutico. Ecco perché, come ho evidenziato laltra volta,
le terapie che fanno uso di tecniche per liberare le tensioni in questa parte del corpo,
senza aver prima liberato gli altri distretti, non vanno bene e sono pericolose.
Diciamo che la consapevolezza degli aspetti istintuali emozionali e mentali deve essere
inserita in un metodo di pensiero e in un progetto. Noi abbiamo una componente mentale, e
questa deve essere presente in quanto direzione del progetto. Quindi consapevolezza vuol
dire essere attento agli aspetti interiori di me.
Voi vedete che molto spesso la malattia arriva quando mi sono completamente distratto dal
vero progetto della mia vita. In questo senso la malattia è venuta per indicarmi che mi
sono distratto dalla via che dovevo percorrere, e quindi mi serve per diventare più
consapevole.
Diciamo che, in altri termini, i tre aspetti dell emozione, della azione e
dellideazione , o, come diceva Reich, lamore, il lavoro e la conoscenza, sono
le componenti che devono pervenire ad unità nellessere umano.
Questa unità da cosa è data? In questo ultimo incontro mi sono proposto di riflettere
con voi sulla forza che dà unità alle diverse parti, in un processo che Reich definì di
"superimposizione cosmica".
Una forza che noi non possiamo inibire e bloccare, se siamo in grado di attraversare la
paura, e ci lasciamo guidare da ciò che interiormente percepiamo, ci spinge ad unità: la
forza di superimposizione è tale che tutte le forze, o correnti energetiche, tendono ad unirsi,
a fondersi insieme.
Questa è la forza di superimposizione cosmica, che Reich individuò nellatto
sessuale, ma anche nella creazione della materia e delle galassie, come
principio funzionante comune al vivente e al non vivente. E il modo di funzionamento
dellenergia orgonica cosmica che, abbiamo detto, è sintropica, e non entropica,
cioè crea ordine ed organizzazione e non appiattimento e livellamento, e quindi morte
termica o stasi.
Per farvi capire quale fosse il processo di pensiero di Reich, mi sono proposto oggi di
leggervi un brano dal suo libro "Superimposizione cosmica". E importante
ricordare questo: non ci sono solo tecniche od emozioni, cè anche un pensiero, e
questo pensiero noi dobbiamo imparare a guidarlo, e possiamo farlo. Possiamo imparare a
guidare il nostro pensiero, in accordo con le leggi interiori della vita, e quando noi
scopriamo le leggi interiori della vita, vi dobbiamo ubbidire.
Direi che lunica obbedienza che possiamo accettare è ladesione a qualcosa
di profondo. Sentite cosa dice Reich:
"Mentre la scoperta dellenergia orgonica
cosmica, la forza creativa primordiale delluniverso, era un evento di proporzioni
enormi, la sua importanza non ebbe, o quasi, lo stesso impatto emotivo e intellettuale da
lui sperimentato (riferito a sé, N.d.R.) della scoperta degli operanti di una logica
funzionale oggettiva nelle funzioni naturali al di là del suo essere personale, al di là
del suo Io. Nel pieno del suo sisma emotivo, egli ha incominciato a capire lassoluta
necessità dellidea di Dio tra tutti i popoli, quali potessero essere stati la loro
razza o il loro grado di consapevolezza primitiva, di questa logica in natura. Non aveva
importanza che la catena logica, razionale degli eventi nelluniverso fosse stata
così malamente misticizzata o personificata, o che il pensiero e i sentimenti religiosi
fossero stati così spesso, e così crudelmente, male usati nellinteresse di spinte
secondarie, come le guerre, lo sfruttamento dellumana impotenza (......) etc. Dio, a
questo punto, appariva essere il risultato perfettamente logico della consapevolezza da
parte delluomo dellesistenza di una logica funzionale oggettiva
nelluniverso.
Ripetiamo: lo scopritore dellenergia orgonica
primordiale, che funzione entro luomo, bioenergia, e fuori delluomo, energia
cosmica primordiale, si trovò faccia a faccia con questa intensità di logica naturale
oggettiva e soggettiva. Egli si sentì uno strumento di questa logica, uno strumento molto
attivo e fedele. La seguì, ovunque essa lo portava, con arcano timore e un profondo senso
di responsabilità oltre che di umiltà. Lidentità funzionale della
superimposizione biologica e cosmica fu il risultato di questa sinfonia di logica naturale
esteriore e interiore."