
DA WILHELM REICH A FEDERICO NAVARRO
(a cura di Sergio Scialanca)
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Dopo essere stato il “ragazzo prodigio” della psicoanalisi – nel 1919, a soli ventidue anni e ancora studente di medicina, Reich era già entrato nella cerchia di Freud – egli osservò che Freud aveva posto al culmine dello sviluppo psicosessuale la genitalità, ma la aveva concepita come istinto sessuale messo al servizio della riproduzione. Per Reich era centrale, viceversa “l’esperienza psichica primaria dell’unione di due organismi”. Nel 1927, in Die Funktion des Orgasmus, Reich cerca di spiegare le nevrosi attuali come stasi dell’energia sessuale e come base somatica comune a tutte le nevrosi. Il che – sul piano metodologico – lo indusse a ritenere che non ci si possa affidare all’emergere spontaneo delle libere associazioni, ma si debbano progressivamente attenuare le resistenze, fino ad eliminarle, procedendo da quelle più superficiali e più lontane dal nucleo patogeno. Reich aveva notato che le persone formano una loro armatura difensiva, una corazza caratteriale con la quale cercano di tenere a bada le loro pulsioni e questa corazza è, al tempo stesso, una corazza muscolare, un modo di reagire dunque muscolo-caratteriale. Il modo col quale vengono concepiti, ospitati nell’utero e fatti nascere i bambini, l’assenza di piacere della madre, l’utero contratto nel quale si cresce, le procedure falsamente terapeutiche di preparazione al parto, la separazione dalla madre… da queste esperienze di freddo originario, di originaria accoglienza nell’ambiente reale del non-amore, nasce la ritrazione originaria, il rifiuto, la negazione, la passività… Anche la reazione terapeutica negativa, quella volontà sorda di rimanere aggrappati alla propria infelicità nevrotica (che – in ultima analisi - Freud fece risalire all’istinto di morte) per Reich era invece il risultato della stasi di energia sessuale e più tardi, dopo il 1934, di energia cosmica o “energia orgonica” bloccata e stagnante. Lungo questa strada Reich si allontanò progressivamente del tutto dalla psicoanalisi creando una nuova disciplina in evoluzione, chiamata di volta in volta analisi del carattere, sessuoeconomia e vegetoterapia e successivamente orgonomia o terapia orgonica biofisica. Oggi con il termine vegetoterapia carattero-analitica ci si riferisce ad una metodologia che comprende in modo organico tutte le esperienze cliniche e tutte le evoluzioni del lavoro di Reich. Reich chiamava la funzione dell’orgasmo con il suo ritmo a quattro tempi (tensione meccanica – carica bioenergetica – scarica bioenergetica – distensione meccanica) “formula della vita”. Le molto avversate teorie di Reich (che lo condussero a morire in carcere, negli Stati Uniti, nel 1957), vengono oggi rivalutate da un grande fisico contemporaneo, Fritjof Capra (“Il punto di svolta”, Feltrinelli, 1982): “Nell’ottica degli anni ’80 pare che Wilhelm Reich sia stato un antesignano del mutamento di paradigma. Egli ebbe idee brillanti, una prospettiva cosmica e una concezione del mondo olistica e dinamica che superarono di gran lunga la scienza del suo tempo e non furono apprezzate dai suoi contemporanei. Il modo di pensare di Reich, che egli chiamò “funzionalismo orgonomico”, è in perfetto accordo col pensiero di processo della nostra teoria dei sistemi… Purtroppo Reich non disponeva del linguaggio della moderna biologia sistemica, cosicché talvolta espresse la sua teoria della materia viva e la sua cosmologia in termini che erano radicati nel vecchio paradigma e alquanto inadatti. Egli non riuscì a concepire l’energia orgonica come una misura di attività organica, ma fu costretto a vedere in essa una sostanza che poteva essere scoperta e accumulata…”. Federico Navarro nasce a Napoli il 16 Giugno del 1924. Laureatosi in medicina e specializzatosi in medicina legale, a seguito della miseria in cui era caduta la sua famiglia dopo la guerra, si imbarca come medico di bordo per l’Australia e conosce Leboyer, allora medico dell’ONU. Al ritorno, prende successivamente la specializzazione in anatomia patologica e intanto lavora come ricercatore all’Istituto del Cancro di Napoli. Allontanatosi dal Centro per contrasti con il direttore, vince un concorso come medico alienista nei manicomi giudiziari, per il quale era sufficiente il titolo di medico legale, ma – per motivi di coerenza – decide di prendere la specializzazione in neuropsichiatria. Fa un training in psicoanalisi con Cesare Musatti e nel 1954 si trasferisce in Somalia per organizzare un centro di rieducazione di minorenni. Colà scopre di essere l’unico neuropsichiatra dell’Africa Orientale e diviene un punto di riferimento. Tornato in Italia nel 1955, si sottopone a una percorso psicoanalitico con Levi-Bianchini e si attiva in politica con il partito socialista dove diviene fraterno amico di Sandro Pertini. Esce però dal partito quando questo entra al governo: gli viene infatti offerto di dirigere il Centro Traumatogico Ortopedico di Napoli in cambio di assunzioni clientelari, cosa che nettamente rifiuta. Inizia a lavorare come neuropsichiatra e psicoanalista, avendo come supervisore il Prof. Pernotti. Insoddisfatto dei risultati, si rivolge a Pernotti che gli spiega – secondo la cultura psicoanalitica allora imperante – che i pazienti “non vogliono guarire, perché sopraffatti dall’istinto di morte”. Non convinto della risposta, si volge all’area culturale junghiana e chiede e ottiene di fare un training formativo con Aldo Carotenuto. Scopre intanto Reich attraverso un casuale incontro con una “Antologia Reichiana” curata da De Marchi. E’ il 1966. Navarro riunisce alcuni colleghi di cui ha stima e si mette in contatto con l’unico discepolo di Reich ancora vivente in Europa, Ola Raknes, che operava ad Oslo. Nasce il Movimento Reichiano. Chiede a Raknes di passare i suoi tre mesi di vacanza ospite a Napoli. Raknes accetta e per tre anni torna a Napoli durante l’estate a formare questo piccolo gruppo di neurospichiatri. Con l’arrivo di Raknes il Movimento si trasforma nel Centro Studi Reich, al quale, nel 1974, Navarro cessa di appartenere perché non condivide l’eccessiva politicizzazione della struttura che il Centro tende ad assumere. Raknes, detentore delle tecniche messe a punto da Reich e autore di alcune estensioni di esse, chiede a Navarro di sistematizzarle in modo organico, creando una metodologia, cosa che nel tempo egli fa basandosi sulle sue esperienze di medico neuropsichiatra. Nel 1979 nasce la S.E.Or., Scuola Europea di Orgonomia. Negli stessi anni nasce anche l’IRFEN, l’Istituto di Parigi, dove Navarro ha fissato la sua residenza, e l’ESTER, a Valencia in Spagna. Nel 1987-88 fonda la Scuola a Rio de Janeiro, in Brasile, dove inizia a vivere facendo la spola con l’Italia. Nascono altre Scuole, a Natal, a San Paolo, ed un centro di orgonomia a Curitiba. Poi in Argentina, a Buenos Aires ed in Cile, a Santiago. Desiderando tornare in Italia, ai luoghi d’origine, fonda a Napoli l’Istituto Federico Navarro, mentre la S.E.Or. si divide in due tronconi. Mantiene la presidenza solo dell’ Istituto di Napoli, dove raccoglie allievi formatisi nella S.E.Or. |
Le notizie storico-biografiche sono liberamente tratte dalla prefazione di Romano Màdera all’edizione italiana de “La Funzione dell’Orgasmo” di W. Reich, Pratiche Editrice, 2000 e da “Federico Navarro: l’energia di una vita”, di M. C. Pugi e M. Gambardella, distribuito dall’IFeN.