LOGOTESTO.jpg (3704 byte)


CONFERENZE ECM DIAGNOSI MOBBING PREVENZIONE EDITORIA e-books soci E-MAIL NEWS

ser5.jpg (624548 byte)

IL FUNZIONALISMO DELLA COMUNICAZIONE INTRA- ED INTER-PERSONALE
di Sergio Scialanca

Riferimento bibliografico: Sergio Scialanca, La comunicazione Energetica, IFeN 2001

Mentre il mondo della comunicazione tecnologica si rinnova costantemente ed offre strumenti sempre più sofisticati, gli strumenti di cui la natura ha dotato l’uomo vengono lentamente soffocati da queste protesi tecnologiche.

Con la parola comunicazione oggi si è finito per intendere il complesso di tali strumenti: telefonia, computer, televisione etc. Si intende cioè sempre di più lo strumento, il mezzo, piuttosto che il messaggio o il contenuto relazionale. La comunicazione è intesa come la rete che consente lo scambio di informazioni; e le informazioni sono quelle "utili", quelle giovevoli all’avanzata delle relazioni socio-politico-economiche, in un’ottica che tende sempre più ad essere massificante e tesa alla "prestazione" e al profitto.

Ciò non deve essere in alcun modo demonizzato, ma visto.

Si tratta però di ricordare che la comunicazione ha origine dalla necessità di "mettere in comune", che è una necessità biologica prima che sociale o culturale. Si tratta di ricordarsi.

La Comunicazione Energetica si propone la ricerca nell’ambito delle relazioni umane intese come rapporti tra campi energetici biologici e coscienti, utilizzando le chiavi di lettura offerta dalla fisica orgonica come strumento fondamentale.

Al di là degli aspetti psicologici della relazioni, si ritiene che essi siano il prodotto di più profonde interazioni di ordine bio-energetico che, rispondendo a leggi di comportamento dell’energia biologica, richiedono la conoscenza di queste leggi in termini di esperienza individuale del fluire dell’energia nel sistema biologico di ciascun individuo e, successivamente, di questo stesso fluire all’interno di sistemi costituiti da due o più esseri umani.

Per comunicare bisogna conoscersi; conoscersi significa conoscere il proprio corpo, ma ciò non vuol dire seguire corsi di anatomia: si tratta di sperimentarsi in condizioni di attenzione consapevole. Ci si ripromette allora di proporre metodi di conoscenza esperienziale del proprio fluire energetico, di individuare eventuali impedimenti al libero fluire, di rimuovere tali impedimenti se possibile o di fornire le chiavi di conoscenza individuale delle proprie difficoltà di flusso per una loro gestione consapevole.

Si tratta dunque di fare, più precisamente, la conoscenza sperimentale dei propri processi energetici individuali, a partire dai flussi emozionali ed attribuendo con questo al termine emozione il significato etimologico di e-movere, spostarsi da una posizione preesistente. Lo spostamento di energia da una zona all’altra del nostro sistema biologico è infatti quello che in termini psicologici chiamiamo emozione e che abitualmente riteniamo essere un prodotto della mente o del sentimento. L’emozione, intesa in questo modo, nulla ha a che fare con il sentimento, che è invece l’armonia che tiene insieme le diverse emozioni nel tempo.

A partire da questa conoscenza è possibile stabilire livelli di contatto emozionale con l’altro, fare cioè consapevolmente in modo che lo spostamento energetico vada non più da una zona del nostro essere biologico all’altra, ma da noi all’altro, risuonando e stabilendo un "contatto" energetico, diventando così comunicazione inter-personale.

Questo in entrambe le direzioni e in più direzioni contemporaneamente. La consapevolezza di questi movimenti permette di indirizzarli e di raccoglierli e costituisce la discriminante tra il casuale e il voluto.

E’ per questo che si intende la comunicazione come comunione, atto libero e volontario del "mettere in comune", o, anche, del "mettersi in comune".

Ci si ripromette allora di affinare la capacità di percepire le vibrazioni energetiche del proprio e dell’altrui campo in modo di poter stabilire relazioni di consonanza o di modificare queste relazioni nella direzioni dell’armonia e della conoscenza reale.

Si ritiene che l’affinamento di queste capacità percettive costituisca la base per ogni buona relazione e in particolare per le relazioni affettivamente più rilevanti, quali il rapporto con l’altro sesso, il rapporto genitori-figli, i rapporti di lavoro a partire da una conoscenza di se stessi e di una autoregolazione tesa alla vitalità, all’amore, alla conoscenza; in questo senso la Comunicazione Energetica si propone come strumento di prevenzione e di cura dei disturbi relazionali, ed ha come fine la realizzazione di uno stato di consapevolezza in cui si possa:

Essere nel corpo senza essere del corpo;

Vivere con gli altri senza vivere per gli altri;

Essere nel mondo senza essere del mondo.


I gruppi di comunicazione energetica

Il fine dei gruppi di comunicazione energetica è quello di consentire ai partecipanti di prendere coscienza dei propri blocchi energetici, di percepire e valutare le proprie emozioni, di "metterle in comune", cioè di comunicare e di imparare a interagire.
In questi gruppi possono anche emergere le relazioni conflittuali interiori (intrapersonali) che possono essere gestite riconducendole nell'alveo dell'interazione (interpersonale); l'espressione del contenuto emozionale del conflitto è già di per sé "catartica", ma l'esperienza insegna che, sebbene non sempre essa possa realizzarsi apertamente, basta la presa di coscienza del proprio funzionamento e del suo legame con un blocco emozionale ad indurre ad assumere un nuovo "punto di vista" su se stessi, che conduce a profondi cambiamenti.

La metodologia utilizzata è quella della vegetoterapia carattero-analitica come sistematizzata dal Prof. Federico Navarro, sia dal punto di vista teorico che da quello applicativo, adattata al sostegno somato-psicologico.


Archetipi della coppia

HOME