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Modello IFeN di
intervento sul mobbing
a cura di
Sergio
Scialanca
Mutuando dalla fisica e prendendo a
prestito la terminologia e i concetti di Ilya Prigogine, il modello
secondo il quale l'IFeN "legge" le organizzazioni è il seguente:
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L'organizzazione è fondamentalmente
un sistema composto di uomini, dunque è esso stesso un sistema vivente;
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L'organizzazione è quindi un sistema
aperto lontano dall'equilibrio. Un sistema si definisce aperto quando
scambia materia ed energia con l'esterno in modo continuo e in questo
modo si mantiene in vita; nel caso delle organizzazioni lo scambio è
relativo a beni, denaro, competenze, strumenti, qualità umane e
professionali e informazioni;
-
L'organizzazione è un modello che
informa il flusso energetico; lo si può immaginare come un lago con i
suo immissari ed emissari, che mantiene però una sua identità
(cultura/carattere) ed un suo equilibrio "ecologico";
-
L'organizzazione è un sistema
sintropico, esso cioè non subisce la tendenza alla stasi determinata
dall'aumento costante dell'entropia [etimologicamente: rivolgimento
interno] (1), che caratterizza i sistemi non-viventi, ma
tende ad utilizzare il rivolgimento in senso unitario (sin = insieme) al
fine dell'evoluzione del sistema stesso;
-
Essa è "lontana dall'equilibrio",
cioè è suscettibile di fluttuazione, quando i livelli di energia
aumentano o diminuiscono oltre una certa soglia, costringendo il sistema
ad attraversare un periodo di crisi alla ricerca di equilibri dinamici
relativi al nuovo livello di energia raggiunto.
-
L'organizzazione/sistema è costituita
di sottosistemi aventi le stesse caratteristiche funzionali, in stretta
comunicazione tra loro
L'organizzazione/sistema è un campo
energetico complesso, che si esprime nell'alternanza funzionale di due
polarità di base:
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dal punto di vista: |
FORMA |
CONTENUTO |
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SEMIOLOGICO |
SIGNIFICANTE, IMMAGINE |
SIGNIFICATO, PRODOTTO/SERVIZIO |
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DINAMICO |
PENSIERO RAZIONALE, ANTAGONISMO |
PENSIERO EMOZIONALE, COMPLEMENTARITA' |
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ORGANIZZATIVO |
STRUTTURA DELLE RELAZIONI DELLE
FUNZIONI* |
STRUTTURA DELLE RELAZIONI
INTERPERSONALI** |
*Capacità progettuale di darsi contenuti e finalità chiare e di
organizzare tali contenuti in modo di indirizzare tutte le energie
disponibili al raggiungimento di essi in modo equilibrato [corrispondono
all'intelligenza razionale] **Contenuti emozionali, percettivi e
relazionali (comunicazione) tra subsistemi, ove il subsistema
elementare è l'uomo/lavoratore nella sua interezza umana ed individuale
[corrispondono all'intelligenza emozionale, ove - nell'organizzazione -
al concetto di emozione può essere sostituito quello di flusso delle
informazioni nel loro complesso e nel loro significato anche
emozionale; e - nelle relazioni tra subsistemi - con quello di
motivazione] (2)
Qualora una delle due polarità abbia il sopravvento, il
sistema si sclerotizza e si avvia verso la chiusura. Secondo la biofisica
reichiana (3) - che prendiamo a riferimento quantomeno descrittivo -, nei
sistemi biologici il campo a maggiore densità energetica assorbe energia
da quello a minore densità. Ciò determina che uno squilibrio, anche se
minimo, tende a crescere se non si interviene ripristinando il buon
metabolismo energetico (comunicazione energetica). In altre parole, se
l'equilibrio si sbilancia a favore della polarità "forma" , la polarità
"contenuto" sarà progressivamente impoverita fino a scomparire del tutto e
determinando con ciò la "morte funzionale" del sistema.
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schema di sistema
piramidale (chiuso) |
schema di sistema
aperto |
La struttura piramidale prevede flussi
energetici solo tra un livello e quelli superiore ed inferiore. La
comunicazione con l'esterno è solo del vertice. Si tratta di un sistema
chiuso la cui tendenza, ove si interrompa la comunicazione tra il vertice
e il resto dell'organizzazione, è di diventare schizofrenico, cioè scisso
e quindi sistema isolato (che per definizione non scambia nè energia nè
materia con l'esterno). La tendenza entropica diventa allora irreversibile.
Ogni conflitto interno costituisce un blocco e diventa facilmente
scissione.
La struttura del sistema aperto esige
invece uno scambio di informazione costante tra tutti i subsistemi,
compreso quello centrale che ha funzione direttiva. Lo scambio con
l'esterno avviene in tutti modi possibili, perché è vitale. Il conflitto
interno può essere molto meglio gestito in quanto il blocco di un flusso
tra subsistemi viene "riparato" dall'aumentato flusso degli altri in modo
automatico. La quantità di relazioni infatti è garanzia che l'interruzione
reale non possa mai esserci: esiste sempre una comunicazione alternativa.
Il modello è molto più "umano", in quanto aderente al reale funzionamento
della vita umana.
"Il gruppo diventa gruppo di
lavoro se - e solo se - non c'è una reciproca riduzione degli individui
e del gruppo" (Quaglino, Casagrande, Castellano, 1992)
L'organizzazione è fatta di
uomini e per gli uomini; gli uomini non possono venir fatti per le
organizzazioni.
Il modello IFeN si basa sulla considerazione che
il lavoro (con l'amore e la conoscenza) sia fonte della nostra vita e che
la debba governare (W. Reich) e che quindi l'organizzazione sia al
servizio dell'individuo umano e sia per esso un mezzo di espressione e
realizzazione della propria individualità.
L'approccio dell'intelligenza emotiva ha consentito di stabilire che gli
individui di maggior successo e capacità di collaborazione, sono quelli
con intelligenza emotiva in alto grado. Il QI e la capacità scolastica
elevata, non bastano e sono invece spesso caratteristica di individui con
poche capacità comunicative e quindi inadatti a far parte di
organizzazioni in quanto poco sensibili al valore della parola "insieme".
Insistere su schemi di preparazione al mondo del lavoro tali da creare
specialisti, tecnici e manager plurilaureati e in perenne condizione di
aggiornamento, è frutto quindi di un modo di pensare arcaico: si è oggi
capito che occorre preparare le persone a sentire e gestire in modo
comunicativo la propria emozionalità, cosa nella quale il modello
post-reichiano è da molti anni all'avanguardia.
Nei sistemi di tipo piramidale, tali persone risulterebbero però
destabilizzanti e facile oggetto di mobbing. (4)
Perturbante, non "vittima"
Il mobbing è quindi "un vissuto [non un delirio] di persecuzione: la
risultante di un'irriducibile resistenza sistemica al perturbante.
Nell'inconsapevole capro espiatorio viene stimolato un senso ingravescente
di non appartenenza, di non fiducia, di non fare e quindi di non
esistere." (Miglionico, 2000), derivante dall'essere il
perturbante l'elemento in grado di determinare una fluttuazione alla
quale il sistema/organizzazione reagisce nella sua tendenza entropica a
essere sistema chiuso. In altri termini, il mobbizzato è esattamente
l'elemento vitale che una organizzazione malata che tende alla stasi,
rifiuta e aggredisce. L'esperienza clinica psicologica nel paradigma
reichiano confermano che la resistenza è resistenza al cambiamento
contro la tendenza alla salute e al benessere, che comportano la capacità
di mantenersi in costante mutamento nella continuità e nella identità.
L'organizzazione si sente in pericolo, il che scatena l'ancestrale
reazione di "combattimento o fuga" in coloro che si identificano con essa,
quelli cioè che hanno investito la loro identità nell'organizzazione o che
hanno instaurato con essa un rapporto di dipendenza non solo lavorativa,
ma anche psicologica (organizzazione/madre). Poiché l'organizzazione è più
potente del singolo perturbante, la scelta è quella del combattimento; è
il perturbante allora a sentirsi in pericolo: "il segnale di pericolo
può venire non solo da una vera e propria minaccia fisica, ma anche, anzi
più spesso, da una minaccia simbolica all'autostima o alla dignità della
persona, ad esempio quando essa è trattata in modo ingiusto o sgarbato,
insultata o umiliata o, ancora, quando vede frustrati i suoi tentativi di
raggiungere uno scopo importante." (D. Goleman)
La legge 626 e il diritto alla
salute
Da un sito sindacale si apprende che:
I Rappresentanti dei
Lavoratori per la Sicurezza
tra l’altro:
- possono eseguire sopralluoghi negli
ambienti di lavoro;
- devono essere consultati dal Datore
di Lavoro sulla valutazione dei rischi, sulla programmazione,
realizzazione e verifica della prevenzione in Azienda e possono fare
proposte in merito.
- Devono ricevere dal datore di lavoro
tutte le informazioni e la documentazione riguardanti i rischi, la
prevenzione, le sostanze pericolose, gli impianti , l’organizzazione del
lavoro, gli infortuni e le malattie professionali
Il Medico Competente
tra l’altro:
- collabora nell’attuazione delle
misure per la tutela della salute dei lavoratori;
- effettua gli accertamenti sanitari ed
esprime giudizi sulla idoneità alla mansione;
- compila la cartella sanitaria del
lavoratore;
- compie accertamenti secondo programmi
stabiliti
Il Servizio di
Prevenzione e Protezione, il medico e i Rappresentanti dei Lavoratori si
riuniscono periodicamente per affrontare i problemi di ambiente e
sicurezza, ed elaborano programmi di intervento.
Infortuni e malattie
professionali non sono una fatalità, si possono evitare creando condizioni
di prevenzione, protezione e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il mobbing può - e secondo noi DEVE
- rientrare nelle
attività di monitoraggio e prevenzione in attuazione della 626.
L'IFeN ha costituito un pool di specialisti che possono lavorare con le
strutture cui compete l'attuazione della 626 nella prevenzione e nel
trattamento di casi di mobbing, dando garanzie ai lavoratori e insieme
alle organizzazioni che si trovano spesso inconsapevolmente coinvolte in
casi di mobbing e alle quali viene ascritta la responsabilità colposa dei
casi riconosciuti. Tali organizzazioni possono ottenere dal settore
mobbing dell'IFeN (Diresì) informazioni e consulenza anche per migliorare
le condizioni strutturali che ne sono origine possibile.
L'intervento ha due modalità operative, a seconda di chi ne sia il
richiedente:
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RICHIEDENTE |
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IL LAVORATORE |
L'ORGANIZZAZIONE |
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Uno psicologo IFeN è a disposizione per ascoltare e
valutare il racconto di chi si ritenga vittima di mobbing; |
Uno psicologo IFeN è a
disposizione per effettuare colloqui individuali volti a dare una pre-valutazione di esistenza di rischi di mobbing o di eventi
mobbizzanti in atto; |
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Alla persona viene fornita una prima valutazione del
suo caso e una indicazione circa la possibilità di far valere le proprie
ragioni in sede giudiziale; |
Sarà
fornita la consulenza legale e medico-legale per evidenziare la
gravità di eventuali eventi lesivi in atto e attuare le misure che
tutelino l'organizzazione in termini di responsabilità civile e
penale; |
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Alla persona viene offerta la possibilità di prender
piena coscienza del danno psichico eventualmente subito attraverso diversi
strumenti, quali il sostegno psicologico, la psicoterapia, e/o l’eventuale
introduzione in gruppi di Auto Mutuo Aiuto composti da persone con
problematiche simili, al fine di restituire la pienezza delle potenzialità
sociali, lavorative ed affettive eventualmente lese; |
L'analisi tenderà a conoscere la modalità organizzativa (se sistema
aperto o chiuso) e segnalare gli eventuali rischi di irrigidimento o
le condizioni di base su cui l'eventuale evento lesivo ha potuto
svilupparsi; |
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Alla persona viene offerta l’opportunità di avvalersi
della consulenza di un legale che collabora con l’Istituto, al
quale il caso sarà rappresentato con l’ausilio dello psicologo che ha
raccolto il racconto; |
Se
richiesto, saranno individuati gli strati o i subsistemi che
costituiscono l'organizzazione e saranno trattati in modo gruppale,
mediante le tecniche di comunicazione energetica. |
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Alla persona viene offerta la valutazione medico-legale
del danno attraverso professionisti che collaborano o appartengono
all’Istituto; |
I vari
gruppi trattati saranno integrati attraverso l'organizzazione di
successivi gruppi formati dai leader dei primi; |
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Alla persona viene offerta la possibilità di ottenere
una diagnosi psicologica mediante colloquio clinico e test, ove necessario
e richiesto dal medico-legale o dall’avvocato. |
Saranno forniti successivi periodici monitoraggi dell'evoluzione del
sistema/organizzazione e periodici "ascolti" liberi, su richiesta
individuale, per problemi relazionali che singolarmente possano
essere percepiti come disturbanti. |
Occorre sottolineare che, quando si
verifica un caso di mobbing, è evidente che l'organizzazione che l'ha
generata è "malata", ma è lungi da averne consapevolezza, dal momento che
- altrimenti - avrebbe apportato i correttivi necessari ad evitare il
caso. Infatti, l'evento mobbing deve essere considerato come un sintomo di
irrigidimento tale da allarmare chi ha a cuore l'efficienza e la
produttività dell'organizzazione stessa.
Esiste dunque una naturale resistenza e diffidenza da parte delle
organizzazioni a richiedere interventi preventivi che la costringerebbero
a modificazioni strutturali e di mentalità. Di fronte al mobbing,
l'atteggiamento sarà quello di rimuovere - se l'azione legale delle
vittime avrà avuto successo in questo senso - la causa del danno, e
null'altro.
E' dunque interesse dei lavoratori e dei sindacati che li rappresentano
richiedere un'azione preventiva con la stessa determinazione e gli stessi
livelli di controllo che si attuano negli altri rischi di danno biologico
derivanti da attività professionale sul luogo di lavoro.
I gruppi di comunicazione energetica
Ciò può essere fatto mediante gruppi di comunicazione energetica, in cui
si consente ai partecipanti di prendere coscienza dei propri blocchi
energetici, di percepire e valutare le proprie emozioni, di "metterle in
comune", cioè di comunicare e di imparare a interagire.
In questi gruppi possono anche emergere le relazioni conflittuali a
livello dinamico e possono essere gestite riconducendole nell'alveo
dell'interazione (ciò che è conflittuale non è necessariamente "cattivo";
il conflitto che possa essere autonomamente e consapevolmente gestito è
una ricchezza e cementa le sinergie).
L'esperienza insegna che la procedura risulta efficace perché rende le
persone reciprocamente più tolleranti e consente loro di mostrarsi ai
colleghi e ai superiori/dipendenti nella loro semplice umanità, fuori dal
ruolo, con benefici sul piano del rispetto reciproco (anche del ruolo
ricoperto nell'organizzazione), della motivazione e del rendimento.
Ciò ha un alto valore in termini preventivi.
Persone che si sentivano oggetto di aggressione e svalutazione da parte di
nuovi colleghi nel reparto dei quali erano state assunte, non solo sono
riuscite a modificare il proprio atteggiamento tanto da limitare
l'aggressione e infine annullarla, ma hanno guadagnato rapidamente stima e
simpatia da parte degli altri. Il reparto nel suo complesso ha migliorato
la sua operatività a beneficio degli utenti.
Altre hanno semplicemente preso coscienza della propria difficoltà a
percepire e verbalizzare le proprie emozioni (alessitimia), ma hanno nel
tempo tuttavia constatato il modificarsi del proprio atteggiamento nei
confronti dei colleghi.
Altre hanno potuto riconoscere come causa della loro difficoltà di
interazione sinergica - e quindi di scarso rendimento - come frutto di
insoddisfazione nella vita privata e, separando consapevolmente i due
ambiti, hanno ritrovato efficienza in ambito lavorativo.
NOTE
(1)
1 (fis.) grandezza termodinamica che
caratterizza la tendenza dei sistemi chiusi e isolati a evolvere verso lo
stato di massimo equilibrio, cioè che esprime l'irreversibilità dei fenomeni
naturali in quanto indice della degradazione dell'energia (al crescere
dell'entropia, diminuisce l'energia utilizzabile) | entropia dell'universo,
nell'ipotesi dell'universo finito, indice della graduale degradazione di
materia ed energia fino alla morte termica dell'universo stesso | (econ.)
indice che sottolinea l'irreversibilità dei processi economici, con
conseguente esaurimento delle risorse naturali, contrapposta a una loro
ipotetica circolarità
2 (fig.) misura dell'uniformità inerte, dell'assenza di forma, di
gerarchia e di differenziazione; misura del livello di disordine, fino al
caos | con riferimento a organizzazioni sociali o culturali, misura della
tendenza, non appariscente ma costante e irreversibile, al livellamento,
alla stasi; perdita di slancio, degradazione
3 nella teoria dell'informazione, grandezza fisica che caratterizza
la quantità d'informazione (più alta è l'entropia, minore è l'informazione).
(Dizionario Garzanti)
(2) L'intelligenza emozionale (o
emotiva) è descritta da Solvey (citato da Goleman, 1996) come
contraddistinta dalle seguenti capacità:
-
Conoscenza delle proprie
emozioni;
-
Controllo delle emozioni;
-
Automotivazione;
-
Riconoscimento delle emozioni
altrui;
-
Gestione delle relazioni.
Goleman stesso identifica, su questa base, cinque competenze proprie
dell'intelligenza emotiva, sulla quale basa il suo lavoro all'interno delle
organizzazioni (v. anche Miglionico, 2000)
-
Consapevolezza di sé
-
Dominio di sé
-
Motivazione
-
Empatia
-
Abilità sociali
(3) Cfr. le opere di
biofisica di Wilhelm Reich, quali "Superimposizione cosmica" o "Esperimenti
bionici sull'origine della vita".
(4) Su questo
argomento si vada a rileggere il Reich "sociale" ed in particolare
"L'assassinio di Cristo" ove la visione laicissima dell'A. gli consente
tuttavia di vedere in Gesù Cristo un uomo che ha realizzato la sua umanità -
anche emozionale -, vittima, in quanto "perturbante", di una società
culturalmente rigida, dominata da quella che Reich definisce non a caso
"peste emozionale". Sull'argomento cfr anche "Etere, Dio e
Diavolo" dello stesso A.
Sebbene Goleman sia oggi il più accreditato fautore
dell'intelligenza emotiva, Reich aveva evidenziato in modo assai pregnante
questo aspetto così fondamentale della psiche umana già negli anni tra il
1920 e il '40, trasformando poi le sue ricerche in una metodologia clinica e
sociopsicologica attraverso il contributo di Federico Navarro, fondatore
dell'IFeN, istituto che da lui prende il nome e di cui chi scrive si onora
di essere stato allievo diretto.
Bibliografia |