
I.FE.N. - Istituto Federico Navarro
Scuola di Orgonomia - Napoli
Appunti di viaggio
di
Enrico Fruscella
Dalla vagina alla cervice gli spermatozoi risalgono lungo le trombe di Falloppio ognuno con il progetto di incontrare l’ovulo maestoso; non c’è rivalità ma solidarietà, l’ad-gredior e la luminosità del singolo si sommano a quelli dell’altro nel progetto che diviene comune lungo un fiume di luce e le sue anse.
Una grande selezione viene fatta lungo questo percorso, chi devia dal letto del fiume per scarsa vitalità o per malformazioni viene scomposto dalla acidità del terreno circostante.
Uno solo è il prescelto; nella tuba l’incontro tra il maschile e il femminile che avviene, di nuovo con emissione di luce, il big bang sarà l’inizio di un lungo viaggio che durerà anni luce nella dimensione spazio- tempo interno rispetto a quello esterno; dal peso di una cellula feconda ai tre chilogrammi e mezzo circa del peso di un bambino alla nascita: nove mesi di trasformazione la cui rapidità e plasticità é unica nel vissuto di ognuno. Una parte del progetto si è realizzata.
Il risultato di uno più uno è il terzo con caratteristiche proprie, una possibilità tra miliardi di questo rapporto, una possibilità tra l’infinito rispetto i rapporti individuali precedenti a questo.
Mentre si riteneva che il gamete maschile fosse il responsabile dell’identità di genere, recenti scoperte parlano di sostanze emesse dall’ovulo che favorirebbero o meno l’ingresso del corrispettivo X o Y, di nuovo, anche in questo caso, il rapporto è il fondamento.
Una settimana di moltiplicazione esponenziale e la morula atterra sulla superficie dell’utero. Il primo grande sì che viene affermato, a volte percepito in maniera chiara dalla donna, è quello dell’Endometrio che accoglie il “corpo estraneo”così attivo, il quale può mettere radici e proseguire il suo viaggio.
Muore una parte del femminile; il sangue messo a disposizione per la vascolarizzazione dell’utero si erge come uno dei più importanti messaggeri di scambio e crescita dei due protagonisti; il terreno anziché sfaldarsi si consolida nella tempesta ormonale. Non c’è mai fusione o confusione tra il campo materno e quello dell’embrione: il rapporto di sangue si evidenzia tra l’undicesimo e il tredicesimo giorno di gestazione, quando il peduncolo di connessione che diverrà cordone ombelicale e parte della placenta embrionaria è in contatto con la decidua basale che diverrà la parte della placenta materna; il funicolo che collega l’astronauta alla navicella è una delle condizioni per continuare il viaggio.
L’Orgonome che continua a crescere nel liquido amniotico è la memoria acquatica della filogenesi umana; il riflesso dell’Orgasmo, così come descritto dal maestro Reich, è il movimento della vita che modella i tre foglietti germinativi fino a che l’alieno, venuto da chissà quali mondi, prende forma nel periodo embrionale.
Non
c’è mai silenzio. Al battere del grande tamburo fa eco il galoppo. Quando
compare il battito cardiaco fetale l’essenziale è stato posto.
Il mare si riduce velocemente e, al movimento dell’onda sulla battigia si sostituisce la presenza sempre più decisa dell’essere che acquista progressivamente le sembianze umane: il rapporto cresce con lui.
Il
feto inizia a sognare di luce propria, si porta il pollice alla bocca, afferra
il cordone ombelicale, la sensorialità gli comunica di un esterno sempre più
vicino con luci, suoni, parole, emozioni.
I
primi scossoni sono il segnale che il viaggio volge al termine, la primavera è
alle porte e la gemma turgida è in procinto di aprirsi.
La
forza gravitazionale della terra è sempre più forte così come forti e
regolari sono le contrazioni dopo la perdita delle acque; l’eclisse di sole
sta passando e il terzo campo, quello paterno diviene il punto di riferimento
degli altri due al fine di concludere il progetto: partorire e nascere.
Il
primo massaggio, il passaggio attraverso il canale dell’utero è frutto del
“Lavoro” di tutti e tre, a ognuno secondo la propria funzione. Il neonato
con il volto di una saggezza centenaria è accolto dalle braccia del padre, ne
riconosce la voce, il tatto, l’energia; nella luce crepuscolare il contatto
visivo parla di una profondità immensa che a volte toglie il respiro.
L’olfatto
è l’altro senso di conoscenza che spinge lentamente il cucciolo d’uomo
verso il seno materno ad attivare la nuova funzione dell’allattamento per la
quale è necessario il tempo del riconoscimento.
Il
cordone ombelicale può esser reciso dal padre, la cessata pulsazione indica che
la navicella ha terminato il suo compito ed espelle il bagaglio, ora inutile,
del terrestre. Il campo madre subisce di nuovo una trasformazione radicale e
questo appartiene al proseguo del viaggio che coinvolge il processo di crescita
della neonata famiglia.
La
datazione di questo viaggio è precedente; inizia con la nascita e la crescita
del desiderio prima nei singoli, poi nella coppia di avere un figlio e
l’abbandono all’altro è possibile; il bisogno è lontano e Edipo re non
abita qui.
Il
terzo non è ancora presente che il processo di cambiamento porta già a
modificare, per esempio gli spazi della casa, sia interna che esterna, per
accoglierlo nel migliore dei modi.
Essendo,
lui, il risultato di un lungo cammino, maggiore attenzione viene posta- nel
periodo della gravidanza- alle tre generazioni precedenti a questa per
individuarne i punti critici. Si riattiva la memoria cellulare, l’azione cioè
dei filamenti trabecolari formati dalla actina e miosina del citoplasma rispetto
il terreno circostante: tale movimento definisce la pulsazione del campo feto
nel campo madre e riguarda i vissuti dei singoli genitori e del loro rapporto.
Il
test di Vincent e il test ematico Reich ci forniscono le caratteristiche e la
dinamica dell’energia biologica individuale nonché la vitalità delle cellule
germinali sia maschili che femminili.
Avvalendoci
dell’omeopatia, dell’Audio-Psico-Fonologia, del bilanciamento energetico,
dell’agopuntura, di diete alimentari appropriate come supporto al nostro
metodo di Somatopsicologia, il progetto è quello di rendere il terreno
individuale e di coppia più fertile e vitale possibile nella previsione del
lieto evento.
In
questo, rilevante è la funzione materna: il viaggio dell’astronauta è
differente se avviene in un utero pulsante e vitale o in un utero corazza.
L’imprinting
di Lorenz, o il carattere di Reich, secondo il nostro punto di vista, ha queste
radici inconsce; lontana quindi è la considerazione che il bambino appena nato
è come un foglio di carta bianco, ad un momento zero e che l’esperienza
extra-uterina ne scriverà la storia. L’informazione dalla quale si costruirà
la storia dell’individuo e della umanità è
già presente nella preistoria.
Per
questi motivi, nel setting di gruppo, conduciamo le coppie in gravidanza a
ricontattare il movimento vitale individuale in risonanza con il movimento
vitale del feto in divenire. Il partorire e nascere riguarda i singoli della
triade e il loro rapporto.