(Integrazione-omaggio al "Manuale del Guerriero della Luce" di Paulo Coelho)
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Il Guerriero della Luce osserva il fabbro che, con il
martello, dà forma al ferro. Ma sa che, se quel fabbro è un filosofo, egli sta dando
forma a se stesso; e se è un Maestro, sta dando forma all'Universo. Il tempo fuori dal tempo è l'oggetto che il Guerriero della Luce percepisce quando sa che egli è sempre stato e sempre sarà unicamente quello che è, qui e ora. In ogni attimo egli è tutto se stesso, poichè egli non è acqua, ma il suo scorrere; non è fuoco, ma il suo bruciare; non è aria, ma il suo aleggiare. Non è terra, ma l'nseminazione che la feconda. Poichè l'uomo ha un tempo, ma non l'Umanità. In certi momenti, il Guerriero della Luce ha la vittoria in pugno. E allora comprende come possa essere vicina la sconfitta. La Magia del Guerriero della Luce è nell'essere il vivente che è fuori di lui. E nel riconoscere che il vivente fuori di lui è se stesso. E nel sapere che il vivente che è fuori di lui lo contiene. E infine, nell'essere il vivente che è anche lui. Per questo sarà ferito dal suo stesso fendente a ogni battaglia. La realtà si presenta al Guerriero della Luce in una continua mutevolezza. Ciclicamente come il cammino degli astri, che si ripresentano ai suoi occhi a intervalli regolari e diversi tra loro. Al tramonto di una realtà, ne sorge un'altra, del tutto diversa per tonalità e per possibilità offerte. Se egli stava lavorando sulla prima, dovrà attendere il suo risorgere, per concludere il suo lavoro; e intanto si occuperà della nuova. Ma per il Guerriero della Luce, nessun astro tramonta o sorge, che non lo faccia dentro di lui come fuori. Talvolta è il suo cuore a tramontare, talvolta la sua mente. Ma non c'è percorso d'astri, né realtà vivente che non lo trascini come un fiume in piena. Il suo potere è nell'essere, alla fine, quel fiume. Il Guerriero della Luce conosce l'arte di provare sentimenti. Quando è il momento egli li richiama e li usa per parlare con gli uomini, perchè il sentimento è un linguaggio, e l'amore è il pensiero che attraverso questo linguaggio si esprime. Ma il Guerriero della Luce ama il silenzio e parla solo se è necessario. Il gesto del Guerriero della Luce non rimane senza risonanza. Quanto più lontano ne sarà udito il suono, tanto più ampia ne sarà la portata. Quindi il Guerriero sa quanta forza imprimere al suo gesto. È stato addestrato ad osare, ma anche a dosare. Talvolta egli è eccessivamente triste, o eccessivamente allegro. Eccessivamente rigoroso o severo... I suo amici dicono di lui che è "un eccesso". Quello che sembra un eccesso, è per lui il minimo indispensabile perchè la sua azione giunga sufficientemente lontano. Il Guerriero della Luce fa del dubbio la certezza che lo guida. Se ha certezze, teme, perchè ha davanti a sé una strada sola. Il dubbio prevede almeno due possibilità , ed egli sa come incunearsi tra di loro per trovare la via giusta. Quando i pensieri attraversano la sua mente, il Guerriero della Luce si domanda: "Di chi sono?". Egli è un mangiatore di nuvole, che sono i pensieri della gente, e li sa dunque riconoscere. Se, dopo averli esaminati uno ad uno, scopre che nessuno è il suo, egli si rallegra. Perchè il vuoto che occupa la sua mente ha origine ben oltre le nuvole. Lo studioso che scrive libri sui leoni, descrivendone ogni particolarità, diventa con questo un leone? Se troverai un libro che parla di leoni, anzi, sarai certo che non è stato un leone a scriverlo: potrebbe un leone scrivere un libro? Il Guerriero della Luce sa che chi parla con competenza della Luce, non è Luce. La Luce non parla di se stessa. Il Guerriero della Luce non pratica l'onestà, ma la Correttezza. Perchè l'onesto rispetta le leggi, il Corretto rispetta la Legge. La Correttezza è la lama della sua spada: fredda, tagliente, rigida. Essa non è discutibile, come invece l'onestà e la moralità. E l'uomo sociale ama discutere, ed emettere giudizi. Il Corretto non giudica mai: osserva non gli atti altrui né la loro causa, ma le loro conseguenze. La persistenza del Guerriero della Luce, che viene chiamata "vita" dal mondo, è legata alla Presenza. Il filo che lo unisce alla Fonte ha termine nel suo cuore. Ogni assenza interrompe quel filo e lascia lo spazio per l'attacco dell'avversario. Il Guerriero della Luce sa che la sua persistenza è necessaria. Non teme di perderla, ma teme di farlo per la sua assenza colpevole. Stare insieme con gli altri è per il Guerriero della Luce una necessità della sua funzione. Ciò comporta la partecipazione umana alle vicende altrui, la simpatia e un'umanità interamente vissuta. Per questo un Guerriero della Luce è sempre un uomo maturo. Egli ha passato la gioventù ad addestrarsi e non si è risparmiato. Ma, dopo che ha ricevuto le armi, non può più concedersi gli umani abbandoni: il sentimento costa troppo spesso il prezzo dell'assenza. Chi ama il Guerriero della Luce avrà in cambio amore e sofferenza. Non capirà perchè lo ama tanto e perchè si senta così poco amato. È che l'amore del Guerriero della Luce è privo di sentimento. Il compagno del Guerriero della Luce condivide i pericoli della sua funzione. Se è debole, perirà. Per questo il Guerriero della Luce spesso allontana dolorosamente coloro che ama: per salvarli. Quando un compagno cade, il Guerriero della Luce sorride, e il compagno con lui. Non è successo niente, solo si dovrà lavorare di più. Alla fine, basta che ne arrivi uno solo. Sulla strada del Guerriero della Luce il femminile è il contenitore delle sue energie. Una piccola parte, che non pesi troppo e non ne appesantisca i movimenti in battaglia, egli la porta sempre con sè. Sa che il resto è conservato nel mondo dalla Femmina come cosa sacra. Come cavare acqua dal pozzo, è arte che il Guerriero della Luce ha dovuto imparare. Il complicato dipanarsi delle cavità nel ventre della terra, in cui quell'acqua scorre, è un intrigo che ha dovuto percorrere. Ora sa come trarre acqua restando sulla superficie della terra. Ma ricorda quanto sia buio, laggiù. Quando i pensieri della gente sono troppi e il cielo si copre di grigio, il Guerriero della Luce sente qualche volta il desiderio di "andarsene". La sua fantasia è quella di addormentarsi cullato dalle onde del mare e di lasciarsi trasportare lontano, senza svegliarsi più. Il Guerriero della Luce non si crede particolarmente coraggioso e non aspira a mostrare il suo coraggio. Sa che ci sono atti di coraggio dettati dalla vigliaccheria, e che ci sono atti di vigliaccheria dettati da un grande coraggio. Il Guerriero della Luce ha passato lunghi anni cercando di capire cosa si nascondesse dentro di sè, ritenendosi un contenitore; ma è rimasto deluso, poichè si è scoperto un contenuto. Si è allora domandato a lungo che cosa si nascondesse fuori di sè, cercando di diventare "quello che è", e scoprendo con amarezza che si è sempre quello che non si sarebbe mai voluto essere. Poi ha cessato di cercare e di porsi domande. Nessuna sconfitta è peggiore dell'impossibilità di combattere. Se l'avversario si dà alla fuga senza accettare il combattimento, la vittoria è sua. Questo sa il Guerriero della Luce. E che chi è tanto forte da non trovare avversari, non potrà mai dire di aver vinto. L'ultimo straordinario atto di coraggio del Guerriero della Luce, è l'accettazione spietata della propria ordinarietà. Egli sa che l'unico progetto alla realizzazione del quale si è indispensabili, è quello di volersi rendere indispensabili, per orgogliosa piccineria. Il Guerriero della Luce sa aspettare, ma non resta mai inattivo. Sa che la pazienza non è l'arte di attendere, ma, al contrario, quella di non attendersi nulla. Quando la battaglia si avvicina, il Guerriero della Luce diventa inquieto. Il suo cuore è in tumulto, il sangue gli pulsa nelle tempie, le spalle ed il collo si irrigidiscono nell'attenzione. Ciò che lo tormenta è che, per quanto fiuti l'aria, non riesce a sapere da dove il pericolo arriverà, e quando. Chi gli sta accanto sente lo spirito della belva e, provandone sgomento, si allontana. Intorno a lui allora si fa il vuoto e nessuno si può avvicinare non visto. Il Guerriero della Luce è una macchina vivente che trasforma energia; se ne richiede troppa per funzionare, potrà restituirne trasformata molto poca e quindi sarà antieconomica. Il Guerriero della Luce è un uomo funzionale: egli si adopera per vivere con il minimo necessario a godere di salute e di allegria. La certezza che quanto si sta facendo oggi sia perfetto, nasce dalla consapevolezza che domani si farà di peggio. Per questo il Guerriero della Luce non è mai certo dell'esito delle sue battaglie. Tuttavia, anche nell'incertezza, non rinuncia mai al combattimento e si assume la responsabilità di prenderne la decisione: il compito perfettamente eseguito, è quello che non è stato mai assegnato. |
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Guerriero della Luce non pensa mai niente che non sia stato già pensato, né fa niente
che non sia stato già fatto: egli non è niente che non sia già stato. E ricordarsi di
essere sempre stati, vuol dire dimenticarsi di essere. Due Guerrieri della Luce viaggiavano insieme. Poi uno disse: "Voglio restare solo. Vai pure avanti." L'altro rispose: "Voglio restare solo. Rimani pure indietro". La libertà totale consiste nel fare tutto quello che si vuole: il Guerriero della Luce è un uomo libero perchè ha accettato l'unica condizione posta: che la sua volontà corrisponda esattamente a ciò che deve essere fatto Il Guerriero della Luce preferisce la
battaglia in campo aperto, ma non disdegna la guerriglia, se è la tattica migliore da
adottare. Così sa rendersi mimetico ed ha imparato a fingere di essere quello che è .
Egli non si nasconde mai: si mostra nascosto. Il Guerriero della Luce non è un uomo di potere, ma un uomo di responsabilità. L'uomo di potere è colui che sa porre i problemi. Chi li sa risolvere non ha alcun bisogno del potere. L'arma prediletta del Guerriero della Luce è l'immaginazione. Egli ha scoperto che se è possibile, con la forza dell'immaginazione, evocare come reali immagini non reali, è possibile, con la stessa forza, rendere irreali le cose reali. Ognuno dei compagni del Guerriero della Luce possiede qualche cosa perdere la qualesignifica, per lui, morire. Il Guerriero sorride, perchè questa cosa, stranamente, non è mai la Vita. Spesso, quando il Guerriero della Luce ascolta qualcuno, dà impressione che stia guardando alle sue spalle. Sta cercando la vera intenzione di quelle parola, perchè la parola è lo strumento dato agli uomini per nascondere il proprio pensiero. Il Guerriero della Luce si occupa dei suoi compagni, sforzandosi di aiutarli a liberarsi del bisogno, perchè possano coltivare il desiderio. L'uomo ha bisogno del desiderio. Molti maestri invitano gli allievi troppo fantasiosi a stare con i piedi per terra. Ma il Guerriero della Luce si domanda: "Stare con i piedi per terra, non significa forse stare con la testa per aria?". Il Guerriero della Luce ha studiato le tecniche per occupare progressivamente il campo di battaglia, sottraendolo all'avversario, così come fa il torero che contende l'arena alla furia del toro. Ma se egli e l'avversario non sono soli, e nel campo si accalca una gran folla di combattenti, evita accuratamente di occupare una posizione centrale. Essere al centro vuol dire essere circondati. Non si è Guerriero della Luce senza essere animati da un insopprimibile desiderio di ricerca. Il vero ricercatore, però, è raro, perchè pochi sono coloro che riescono a scoprire da sé e per sé quello che tutti sanno; e meno quelli che, quando imparano una cosa nuova, sanno ammettere che la conoscevano già. Chi si trovasse, viaggiando, all'improvviso nel deserto, si sentirebbe perduto e disorientato. Per il Guerriero della Luce, il deserto è una strada obbligata, ma così larga che non se ne vedono i margini. La verità è nascosta dalla realtà. Il Guerriero della Luce opera nella realtà e si adopera per renderla quanto più aderente possibile alla verità. È in questo modo che la verità potrà apparire senza mascheramenti. Eppure essa resterà ugualmente invisibile, perchè ciò che ci impedisce di vederla è il fatto che abbiamo gli occhi; tutto quello che si vede, si vede grazie alla luce, ma, come un film, per vederlo bene, bisogna stare al buio. Il Guerriero della Luce è un viaggiatore. Egli si occupa delle popolazioni che vivono nelle isole di un arcipelago, senza conoscersi tra di loro. Quando lascia un isola per raggiungerne un'altra, il Guerriero della Luce scompare alla vista e la gente si dimentica di lui finché non lo vede ricomparire. Il momento più amato è quello in cui egli è solo in mezzo al mare, in viaggio. Al Guerriero della Luce è proibito riunire tutte le isole delle sua esistenza in un'esistenza sola. Non sempre la battaglia che il Guerriero della Luce conduce, termina in modo incruento. Qualche volta essa produce le sue vittime. L'avversario, qualche volta, soccombe definitivamente. Al primo grido di vittoria, segue allora il dolore: non quello della perdita dell'avversario - che è compito di guerra sconfiggere - ma quello causato dalla rabbia, dall'astio odioso, di cui egli si è a lungo nutrito e che è esploso nel suo ultimo rantolo. Quell'odio non può essere sepolto. Il Guerriero della Luce è uno specchio: chi lo ama, sta amando se stesso, chi lo odia, sta odiando se stesso. E all'inverso, chi si ama lo sta amando, chi si odia, lo sta odiando. Questa è l'unica difesa del Guerriero della Luce. Egli depose la spada ai piedi del Vecchio dei Vecchi, con questo inchinandosi. Poi prese posto sullo scranno che era rimasto vuoto, durante la sua assenza. Tutti insieme i Vecchi sollevarono il loro bastone e percossero la terra in un sol colpo. E fu quello che doveva essere e che comunque sarebbe stato.
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