IMMAGINI DI DUALITA'
Archetipi della Coppia
di Sergio Scialanca


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Burn-Jones


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Durer


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De Lempicka


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Klimt


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Elder


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Fiume


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Canvas


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Michelangelo


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Bernini


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Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Science e segnalato da "La Repubblica" del 29 ottobre 99, risulta che i ricercatori Lahn e Page, americani, hanno potuto stabilire come, all'origine, non vi fosse differenziazione tra i sessi e che solo in diverse successive tappe evolutive "a sbalzi", non graduali, il cromosoma maschile si sarebbe differenziato da quello femminile, rimasto, rispetto a quello ancestrale, immutato fino ad oggi. La fase di indifferenziazione risalirebbe a qualche milione di anni fa.

Se la scoperta dei due ricercatori si rivelasse incontrovertibile, ci consentirebbe alcune considerazioni: intanto che è l'uomo, o meglio il maschile come funzione, ad essersi formato dal femminile - e non viceversa, come la Genesi biblica indica* -; e poi che il famoso "Nun", il mare materno indifferenziato da cui, secondo la cosmogonia egizia e non solo, la creazione avrebbe preso avvio, è la rappresentazione mitologica di una verità biologica.
In questa azione la funzione maschile si manifesterebbe dunque attiva - nel senso di indurre possibilità di modificazioni -, mentre quella femminile capace di conservare i nutrienti e la sostanza atta ad essere modificata.
Dall'origine, il dispiegarsi dunque della creazione, come perpetuarsi della funzione vitale in un tempo indefinito, deriverebbe dalla compresenza di questi due elementi in contraddizione e in interazione perenni.

Il processo di identificazione di genere sarebbe una storia di separazione. O meglio di differenziazione, cessazione del caos (Nun) e della con-fusione.
L'apparizione di Adamo diventa il riscatto di Eva, nel senso che l'avvenuta identificazione dell'Uno, determina l'identificazione dell'Altra.
Propongo di uscire qui dalla distinzione sociale dei due sessi ed anche dalla individuale consapevolezza di appartenere ad uno dei due generi, per intendere il femminile e il maschile come archetipi finzionali. Intendo dire che un cromosoma, o una coppia di cromosomi, non è nè uomo nè donna, ma un programma, una potenzialità in atto. La Funzione operante nella Natura è sempre questo: una possibilità reale di realizzazione. Le due funzioni che qui analizziamo - maschile e femminile - sono quelle "base", che, in una immaginaria rete (la rete è anch'essa in verità una forma funzionale**) costituisce la trama sulla quale si àncora l'ordito delle altre funzioni. E' noto come Terra ed Acqua siano considerate espressioni della funzione femminile, mentre Aria e Fuoco lo sono di quella maschile. Così che Ciò che è in Alto è maschile e Ciò che è in Basso è femminile. Con una bellissima eccezione nelle raffigurazioni cosmogoniche dell'Antico Egitto ove Cielo e Terra vengono raffigurati come due amanti nell'atto di unirsi, tanto innamorati e desiderosi l'uno dell'altra da rendere impossibile ogni Creazione perchè incapaci di separarsi fisicamente; così che il Creatore (Ra) è obbligato a strappare il Cielo (Nut) dall'amplesso con la Terra (Geb), attraverso l'Aria (Shu). Ebbene il Cielo qui è femmina e la Terra, maschio. La volta celeste è l'arco descritto dalla schiena della femmina qaundo viene a forza strappata dalle braccia della Terra maschio.


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Poiché è dall'Egitto e dai suoi miti cosmogonici, attraverso Ermete Trismegisto, che la teoria dei quattro elementi diventa patrimonio di conoscenza dell'umanità e base teorica di ogni medicina antica, dall'Ayurveda a Paracelso, ci si chiede quale sia il significato simbolico di questa palese inversione di ruoli tra il maschile e il femminile rispetto alla tradizione successiva. Il nostro parere è che gli egiziani fossero a profonda conoscenza delle leggi funzionali (ogni funzione è un Nether, una divinità, che è espressione di una Origine unica - onde la religione egizia è monoteista-) e che il rovesciamento, come sottolinea Schwaller de Lubicz, rappresenti la Legge fondamentale di interazione tra funzioni. Rovesciamento che si dimostra anche nella derivazione del cromosoma maschile da quello femminile e che, nell'involontaria descrizione di Schwaller "E' il mondo di Ptah - il fuoco innato della materia terrestre - che lo ha creato, che ne è la segreta forza e l'agente del suo sviluppo futuro..." Ptah emergendo dal Mare Cosmico Primordiale.
Gioco creativo di rispecchiamenti, altrimenti e meno giocosamente definibile come "alternanza funzionale". Ed è inutile ripetere il motto ermetico "Come sopra, così sotto", tanto viene spontaneo. Dunque la Creazione come separazione, individuazione e rovesciamento (un continuo -anche qui ermeticamente - "solve et coagula"); nonché imitazione o rappresentazione rovesciata secondo quanto - non so se compiutamente - inferito da Platone e dai neoplatonici.
Inutile sottolineare quanto il ruolo sociale della donna e dell'uomo, entrandoci poco, cesserebbe comunque di dover essere posto sul piano del potere, per poter essere espresso su quello della potenza (la funzione è ciò che è "in potenza").


Il possesso reciproco di Nut e Geb, totale e totalizzante, nel mito impedisce il dispiegarsi della creazione. Ove vi fosse un inconscio collettivo - come crediamo plausibile - si tratterebbe di leggere in termini di vissuto psichico individuale e collettivo una morte per stasi di ogni rapporto bio-psichico che non passi per continue separazioni, individuazioni e rovesciamenti. Riallacciandoci in questo - o meraviglia! - alle abbastanza recenti scoperte del Nobel Ilya Prigogine sul funzionamento "anomalo" dei sistemi viventi (equilibrio mediante fluttuazioni), che a sua volta conferma le scoperte di Wilhelm Reich sull'energia specificamente biologica (orgone) la quale nega la legge dell'entropia (stasi od omeostasi stabilitasi tra elementi a diverso gradiente di energia dopo un determinato periodo di tempo), applicabile invece ad ogni altra energia non specifica.
L'equilibrio non è stasi. Nessun equilibrista sul filo può star fermo senza cadere rovinosamente. Così come - ci si consenta una piccola digressione -, la serenità non è felicità, anche se molti, stanchi della ricerca di una felicità per sua natura faticosa, ma vivifica, si adattano alla serenità che è come dire al mondo "adesso, lasciatemi in santa pace!".

Dall'Uno, dunque, il Due. Dualità di segni opposti, specializzati funzionalmente e tendenti a ricomporsi, a compenetrarsi reciprocamente per dar luogo, attraverso l'atto sessuo-affettivo-generativo, al Tre, il Figlio, che è la rappresentazione biologica dell'Uno Originario. Questo Tre è dunque Tre e Uno (in quanto individuo, e in quanto contenente il seme di ciascuno dei Due, prodotti dell'Uno).
Che qui si nasconda il mistero della Trinità? Non possiamo dirlo, ma certo molto ci intriga la possibilità che tutta la conoscenza tramandataci dalla religione (come forma codificata di un sapere originario) possa trovare una sua fondatezza bio-logica, uscendo dagli ambiti delle credenze per entrare in quello delle coscienze. Come se il Dio che tanto distante ci è parso per millenni possa oggi ritrovare una sua collocazione certa, chiara, tangibile all'interno della nostra esperienza non psichica, nè spirituale, nè meramente biologica, ma globale.

Questa ricerca di possibilità ci sta a cuore perchè è l'esatto opposto di quanto il moderno misticismo ci propone: non si tratta di ritrovare l'aspetto spirituale dell'uomo in termini di fideismo e di trascendenza, ma di riconoscere come l'Essere Umano, per ciò che è in questa epoca storico-evolutiva, ha in sè il Principio della Vita, partecipa della Creazione Perenne ed è, dunque, per sua natura, creativo. Al di là dei "misteri" e dei dogmi. Dobbiamo solo attribuire a termini carichi storicamente di significati mistici, significati più realistici, frutto di una esperienza diretta di se stessi.









* La parola biblica che viene tradotta con "costola", sarebbe - secondo alcuni - più correttamente traducibile con il termine "metà".

** Sistemi che si costituiscono o agiscono sotto forma di rete sono ad esempio quello della comunicazione cellulare dei nostri sistemi immunitario ed endocrino e, più macroscopicamente, la Rete di Hartmann che individua linee precise di energia sulla superficie terrestre; anche la Coscienza viene da alcuni definita "una rete"; e simbolicamente nelle antiche tradizioni la rete è quanto - potendo "catturare" pesci e uccelli - consente di unire il Cielo al Mare, l'Aria e il Fuoco all'Acqua e alla Terra.