
I.FE.N. - Istituto Federico Navarro
Scuola di Orgonomia - Napoli
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FEBBRAIO 2005 |
NOTE QUASI GIORNALIERE DI UNO PSICOLOGO |
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24-02-2005 In un
inquietante racconto, A. B. Yehoshua, descrive uno strano funerale. Al seguito
della bara (vuota) cammina, tra gli amici, anche colui che avrebbe dovuto essere
morto. Nessuno degli amici se ne avvede, o lo riconosce. L' Autore scrive: "...anche
se qualcuno lo avesse riconosciuto, vi era da supporre che, poiché la maggior
parte degli esseri umani sa riconoscere ciò che è vero e reale, di certo avrebbe
ritenuto di essere stato tradito dall'immaginazione." 23-02-2005 Noi
viviamo in un mondo logico, in un mondo cioè che argomenta attraversa il
logos, il linguaggio. Ma la razionalità, che è il prodotto di
questo modo di argomentare, produce conflitti, invece che
certezze. 21-02-2005 "Un uomo è la somma delle sue cose, anche se alcuni fortunati sono la somma di un'assenza di cose." (Bruce Chatwin) 20-02-2005 Ciò che
caratterizza i miracoli e le catastrofi, è la subitaneità con la quale producono
i loro effetti. 19-02-2005 Potere: facoltà di fare, nient'altro. 18-02-2005 Il padre disse
al figlio maggiore: "Tieni in ordine la nostra famiglia, e se qualcuno dei tuoi
fratelli ne turbasse la pace e l'armonia, ti dò l'autorità di allontanarlo." 17-02-2005 Mi annoiano
quelli che approvano tutto quello che dico, annuendo per dire che lo sapevano
già. 16-02-2005 Esistono tre
tipi di responsabilità: quella che abbiamo, quella che ci viene data e
quella che ci prendiamo. 15-02-2005 La
responsabilità non si può delegare. Si possono delegare solo alcuni dei compiti
pratici che essa comporta. 14-02-2005 "Sentire" è alla base del lavoro psico-corporeo. Occorre però essere bene attenti a sentire ciò che c'è, e non ciò che si immagina debba esserci... Tale è l'attenzione che il mondo reichiano ha posto sul sentire, sull'emozione e sul piacere, che vi è il rischio che questi tre elementi costituiscano il parametro per giudicare l'efficacia di un percorso e che - involontariamente - si suggerisca alle persone in trattamento un "comportamento emotivo". Sensazione ed emozione sono effetti; bisognerebbe riferirsi alla loro Causa. 12-02-2005 La distinzione schizofrenica tra anima e corpo della cultura cattolica occidentale, ci ha privati della percezione dell'erotismo che può essere contenuto nella spiritualità (e conservata nella cultura mediorientale). Il che però è male inferiore alla terribile privazione che abbiamo subita della percezione di quanta spiritualità ci possa essere nell'erotismo. 11-02-2005 "Il mondo occidentale, riconoscendo quasi esclusivamente la razionalità come diretta conseguenza dell'empirismo, ha espulso ogni forma di conoscenza divergente. Il razionalismo ha sbiadito tutti gli aspetti del demonismo intellettuale, obbligando a costruzioni mentali "purificate" grazie al buon senso dell'oggettività, passaporto per edifici mentali spogli del titanismo panico di un Bruno, di un Dürer. Legato per sempre alla chiarezza dell'evidente, del consueto e dell'oggettivo, il cittadino occidentale vive la sua sicurezza della luce senza immaginazione." (G. La Porta) 09-02-2005 A due Capitani,
amici tra loro, vennero affidati due diversi drappelli e la responsabilità di
tenere delle posizioni strategiche. Il primo, molto amato da suoi, aveva molto a
cuore l'armonia e la solidarietà tra di loro e creò un gruppo di amici capaci
anche all'estremo sacrificio, l'uno per l'altro. Il secondo era severo, temuto e
non molto amato; divise subito il suo drappello in due gruppi, ne destinò il
primo alla sorveglianza armata del campo e il secondo agli approvvigionamenti,
ventiquattr'ore su ventiquattro. Ogni giorno i due gruppi si scambiavano i
compiti, ma erano stanchi, irritabili e pronti ad aggredirsi reciprocamente. 06-02-2005 Non vedevo l'ora di parlare per sapere cosa avrei detto. Ma, ascoltandomi, mi sono annoiato. Tranne un paio di cose, tutto quello che ho detto, lo sapevo già. 02-02-2005 L'amore che abbiamo per gli altri è il riflesso speculare dell'amore che abbiamo per noi stessi: ha le stesse paure, le stesse ansie, gli stessi trasporti, gli stessi desideri. 01-02-2005 Ogni tanto si
chiude il momento del dire e si apre il momento del fare. Sembra allora, ed è
così davvero, che non si possa dire nulla che non sia stato già abbondantemente
detto o che tutti non sappiano già. |
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