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I.FE.N. - Istituto Federico Navarro
Scuola di Orgonomia - Napoli

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GENNAIO 2005

NOTE QUASI GIORNALIERE DI UNO PSICOLOGO
IN CERCA DEL SUO AUTORE
di Sergio Scialanca

 

28-01-2005

Sogno che donne e uomini di razze diverse e migranti su tutta la Terra, si innamorino e facciano figli. Sogno che grazie all'amore, fra qualche generazione sul nostro pianeta vi sia una sola razza, frutto dell'integrazione delle diverse qualità e culture di ogni razza precedente e che la fratellanza umana si concretizzi in un fatto genetico. Lo sogno tanto, che credo accadrà davvero.

25-01-2005

Storiella popolare dell'Europa nord-orientale. Un tale muore e la sua anima viene accolta in un luogo meraviglioso, da leggiadre fanciulle che lo colmano di attenzioni. Ogni delizia è a disposizione e il suono dell'arpa aleggia nell'aria. Una "voce fuori campo" lo accoglie con un tonante "Benvenuto!".
Passano i giorni e i mesi e il tale comincia ad annoiarsi. La noia cresce, fino a diventare insostenibile. Preso dallo sconforto, il tale si volge in preghiera verso il cielo dei cieli e chiede: "Mi annoio troppo! Per favore, mandami all'Inferno, almeno per un po'!".
E la voce tonante: "Perché, dove credevi di essere?".

24-01-2005

Ogni tanto, per fortuna, una energia forte, ci indica quanto il sistema biologico che ne viene attraversato possa essere debole. Qualche volta il corpo può essere squassato da quelle stessa energia che lo tiene in vita. Dico per fortuna, perché questo ci permette di distinguere bene la reazione dalla resistenza.

22-01-2005

Una cosa emersa in seduta, mi ha fatto ricordare un episodio accaduto molti anni fa.
Ero a uno stage residenziale, durante i miei corsi di formazione. Verso la fine dello stage furono consegnate delle dispense a tutti, tranne che a una signora che si era momentaneamente allontanata. Quando il gruppo si sciolse io mi abbandonai a riflettere su una poltrona in salotto. Ero solo.
Entrò trafelata la signora che cercava i docenti per farsi consegnare le dispense; era molto in ansia. Si guardò intorno ed esclamò disperata: “Qui non c’è nessuno!”. “Ci sono io!” obiettai. Con un gesto infastidito, lei rispose: “Non sto cercando te!” e se ne andò via di corsa. Peccato, perché i docenti avevano affidato a me le dispense da consegnarle.

21-01-2005

Ieri un automobilista ha rischiato di investirmi mentre passeggiavo. Mi ha detto: "Scusa, non ti avevo visto!".
Capita troppo spesso di portare la propria colpa a scusante della propria colpa.

20-01-2005

Una bella signora chiese un passaggio in automobile a un signore conosciuto a una festa. Non disse però dove voleva essere accompagnata e si limitò ad indicare al guidatore la strada da seguire: "Ora giri a destra, al semaforo vada dritto... ecco, ora giri a sinistra..." e così via.
Il guidatore, che trovava la signora molto affascinante, non obiettò, sebbene fosse un po' irritato da quella che gli sembrava una mancanza di fiducia. Inoltre la signora sembrava straniera e lui era certo che - ovunque lei volesse andare - lui avrebbe potuto indicarle la strada migliore. Ma ogni volta che si voltava a guardarla, rimaneva come incantato, e non riusciva a ribellarsi.
Ma, a un certo punto, gli parve di identificare il percorso e fu certo che la signora volesse raggiungere l'aeroporto. Così, per dimostrare il suo intuito e la buona conoscenza dei percorsi, voltò a destra verso la meta, senza attendere l'indicazione della signora. Fatti pochi metri, la signora disse: "No, sta sbagliando strada. Torni indietro, per favore, e volti a sinistra". Il guidatore si sentì un imbecille. Fermò la macchina e disse: "Signora, guidi lei. Io mi accontenterò di ammirarla e di lasciarmi guidare ovunque lei stia andando. Le metto a disposizione completa la mia auto." Lei accettò con un sorriso, e sta ancora guidando lungo strade completamente nuove al guidatore. Tra loro è nata un'unione molto solida.

Il guidatore sono io, la signora è l'Energia Vitale.

19-01-2005

Perché chiedere se non si sa ricevere?

18-01-2005

Politica: la nostra sinistra teme di scivolare troppo a sinistra, e alcuni, dopo aver eliminato la parola comunismo sostituendola con socialdemocrazia, vogliono eliminare anche socialdemocrazia perché troppo di sinistra, come l'altra parolaccia egualitarismo. Presto la sinistra si dichiarerà di destra.
Il fatto è che la destra ha vinto e quindi il mercato politico dei votanti richiede un prodotto di destra. Sul libero mercato delle idee, la concorrenza si fa tra due prodotti identici, a colpi di offerte speciali. Ma se la libertà democratica presuppone che ci sia una scelta, che libertà è quella che costringe a scegliere tra due prodotti identici?
Preferisco occuparmi di cose serie... nessuna politica - di destra o di sinistra - ha potuto fermare l'energia dello tzunami: io mi occupo di energia.

16-01-2005

Sento la profonda grandezza ed utilità di alcuni aspetti della vita che mi si chiariscono improvvisamente, come rivelazioni. Non si tratta di comprensioni intellettuali, ma di fare. Quando questo accade, io sono profondamente felice.
Poi comincio a progettare in che modo posso comunicare agli altri quello che ho imparato, tento diverse strade possibili ed alla fine rinuncio: non c’è modo di farlo senza che la semplice verità di queste cose venga distrutta da obiezioni e confutazioni capziose.
Pochi hanno la modestia di ascoltare, prendere atto e chiedersi semplicemente se quanto hanno ascoltato può esser loro utile. Alla fine mi convinco che, affinché le cose che ho appreso e che so, funzionino per gli altri, è bene che le tenga per me e che le traduca semplicemente in azioni.
Chi vuole, può sempre venire a chiedermele.

14-05-2005

Mi è stato chiesto se il percorso che propongo conduca all'accettazione rassegnata della propria "prigione", magari rendendola "dorata". Ho risposto che - intanto - conduce alla percezione della propria prigione e che si propone l'eliminazione di ogni prigione, anche se dorata.
Ma che la libertà coincide con l'assunzione di responsabilità verso se stessi e verso gli altri.
Libertà è fare tutto quello che si vuole, purché quello che si vuole sia esattamente ciò che deve essere fatto.

13-01-2005

In aramaico, una lingua la cui origine data a quattromila anni fa, religione si dice Dina, che vuol dire equilibrio. Si tratta di un equilibrio che noi oggi definiremmo psico-fisico, proprio di un soggetto sano e vitale e che corrisponde alle finalità di un percorso in vegetoterapia.
Quello che noi chiediamo oggi alle psicoterapie è quanto gli uomini chiedevano un tempo alla religione, essendo nel frattempo divenute le religioni apparati burocratici che amministrano l'invisibile, l'inavvicinabile e il post-mortem.
Ma gli uomini, fin dalla notte dei tempi, hanno bisogno di strumenti pratici perché l'energia possa essere percepita e utilizzata al meglio nella loro vita quotidiana.
Quel che oggi chiamiamo preghiera, ed è una richiesta che qualcuno si occupi di noi, in aramaico era lotha, con il senso di strumento per sintonizzarsi sulla frequenza di emissione dell'energia. Oggi, per imparare a fare la stessa cosa, abbiamo bisogno della comunicazione energetica.

12-01-2005

Una persona, in seduta, mi ha chiesto "Qual è il fine della vita?" Siccome non avevo una risposta già pronta, l'ho invitata a riflettere insieme con me sul tema. Siamo addivenuti alla conclusione che il fine della vita sia scoprire quale sia il fine della vita.

11-01-2005

Rocco A. Errico, filosofo americano, sostiene che se a un mediorientale si chiedesse che cosa è per lui Dio, egli risponderebbe: “il mio stesso respiro, il battito del mio cuore, la mia vita”. Un occidentale darebbe risposte teologiche del tipo “è l’Essere Perfettissimo, Signore e Creatore del cielo e della terra”.

9-1-2004

Tutto quello che sentiamo, anche come emozione, non è l'energia in sé, ma la reazione del nostro corpo organico al suo passaggio. Se non ci fossero ostacoli, e quindi reazioni, noi non sentiremmo nulla. Ciò vale anche per quella forma di energia che è l’amore: se non ci fossero ostacoli e reazioni del nostro corpo organico al passaggio dell’amore, non ci innamoreremmo.

8-1-2005

Il distacco e l'impassibilità predicati da alcune filosofie orientali, non sono il mezzo per raggiungere alcunché: sono solo un prodotto secondario di un processo evolutivo che ha bisogno dell'esatto loro contrario per portarsi a compimento.

6-1-2005

Una fiaba, per l'Epifania.
C'è un re (il nostro essere interiore) che vive in un castello, ben protetto da ogni insidia, da dove governa. Per rendere operativi i suoi atti di governo si è dotato di un apparato esecutivo (l'essere esteriore) a capo del quale si trova un visir (la mente razionale).
Questo re e quelli di altri reami, cercano di comunicare tra loro inviandosi messaggi portati da colombi (idee veicolate da energia), ma i loro rispettivi visir intercettano i colombi, nell'ansia di rendersi utili; leggono i messaggi e non capendoli - dato che sono scritti in un linguaggio a loro poco famigliare - li analizzano, li interpretano, li deformano e li fanno giungere al re inutilizzabili.
Allora i re, che non possono privarsi dei visir per governare, si inviano due colombi: il primo viene catturato dai visir, ma, mentre il visir è occupato, il secondo giunge direttamente da re a re. Di questo secondo messaggio, i visir non sanno nulla (la mente razionale non li può leggere).
Il mondo e i popoli sono governati dai re (magi?) attraverso un continuo scambio di informazioni, il cui flusso è costante e gestito dal padrone della colombaia.
Ma sembrano governati dai visir...

5-1-2005

Mi è tornata in mente la sottile differenza tra la simulazione e la dissimulazione: il simulatore è colui che finge di essere ciò che non è; il dissimulatore, chi finge di non essere ciò che è.
Ci sono dissimulatori che fingono di non essere simulatori.

4-1-2005

Tra gli umani, solo i bambini sanno vivere con serietà.

3-1-2005

Febbricitante, ho passato la notte in compagnia di un sogno ossessivo: una catastrofe minacciava l'umanità. Si potevano salvare solo diecimila persone e il sogno si chiedeva quali scegliere. Gli scienziati, con le loro famiglie? Gli artigiani, i politici, i poeti, i santi, i navigatori, i filosofi, i medici, gli psicologi? Chi li avrebbe scelti? In base a quali criteri? Chi effettuava la scelta, non avrebbe scelto se stesso?  E tutti gli altri avrebbero accettato, per salvare la razza umana? O sarebbe stato un "si salvi chi può"?
Mi sono svegliato inquieto, in un bagno di sudore. Se si sbagliava la scelta, tutta la nostra tecnologia sarebbe scomparsa, il nostro sapere, la nostra cultura distrutta. E la catastrofe, avrebbe poi rispettato queste scelte, o avrebbe scelto da sé?

2-1-2005

Mi ha chiamato un'amica chiedendomi un consiglio, la risposta a un suo quesito esistenziale. Glielo ho dato, lei mi ha ringraziato e detto che chiederà anche a un altro paio di persone. Sono sicuro che troverà - alla fine - la risposta più vicina a quella che si è già data da sé.

1-1-2005

"Esiste in noi un nucleo primo irradiante un’energia eccellente, che deve essere l’attivizzatrice centrale della vita dell’uomo. Questa fonte di energia eccitatrice interiore determinante delle irradiazioni, conferma decisamente, sul principio fondamentale di attrazione-agglomerazione della materia connaturata, che l’attivizzazione centrale del soma deve essere di natura cosmica." (Federico Navarro, 1960, prima dell'incontro con Ola Raknes e con Reich).


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DICEMBRE 2004

         

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