
I.FE.N. - Istituto Federico Navarro
Scuola di Orgonomia - Napoli
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NOTE QUASI GIORNALIERE DI UNO PSICOLOGO |
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31-03-2006 Tutti quelli che desiderano diventare padri e madri, dovrebbero essere certi di aver effettivamente vissuto lo stato di figlio. Spesso pretendiamo di guidare, senza mai essere stati davvero capaci di lasciarci guidare. 30-03-2006 Quando qualcuno decide di mollare tutto per dedicarsi esclusivamente a se stesso, non può mai essere certo che dedicarsi davvero a se stesso non significhi non mollare mai. 29-03-2006 Il nostro mondo non contiene - né esprime - una sola realtà. Vi sono molte "porte", invece, attraversando le quali, la realtà cambia. Porte che attraversiamo inconsapevolmente ogni giorno; e consapevolmente, solo dopo un'adeguata preparazione. 28-03-2006 L'attenzione eccessiva rivolta all'obiettivo da raggiungere, ci impedisce di coltivare l'intenzione di raggiungerlo. 27-03-2006 Dovremmo consentire alle nostre emozioni di scendere fino al cuore. Se non possiamo, il piacere diventa edonismo e il la paura, paranoia. 26-03-2006 Noi applichiamo uno stimolo al paziente. E' la sua reazione allo stimolo che per noi è significativa e che consente a lui la presa di coscienza. La coscienza è dunque coscienza della reazione. In questo senso la Vita è la capacità di reagire. Però ciò significa che la Vita, come percezione individuale, è una metà del Tutto, quella secondaria alla forza generante. 24-03-2006 In questo mondo, mi sento come il corrispondente di guerra di un quotidiano da pubblicare postumo. 23-03-2006 Un laureando che ha letto i miei libri, si rammarica che io non citi casi clinici, che renderebbero più chiaro quanto espongo. Riflettendo sulla sua annotazione, ho trovato che la cosa mi riesce difficile in quanto coltivo una visione tanto globale delle persone di cui mi occupo che descriverle come casi clinici equivarrebbe per me a scriverne la biografia. E anche questo sarebbe difficile: non scrivo la mia biografia perchè non saprò quale sia finché non sarò morto (il senso di un inizio e di un percorso dipendono dal fine a cui conducono). 22-03-2006
Conversazione colta in un bar: 21-03-2006 La mente è un organo, nulla di più, nulla di meno. Perché dovremmo identificarci in essa? 20-03-2006 Si dice che la vita quotidiana sia una specie di battaglia. Si può però combattere temendo continuamente di perdere la guerra, o lo si può fare con il sereno distacco di chi sa che la guerra è già vinta in partenza. 17-03-2006 Sorridi, il più possibile, ogni volta che ti senti ferito: la ferita guarirà prima e tutti penseranno che non ti si può ferire. 16-03-2006 Avremmo bisogno di pensare al nostro sguardo come alla superficie di uno specchio, oltre la quale si vede solo un riflesso, rovesciato, della realtà. Potremmo allora considerare ciò che osserviamo al di fuori di noi, come il riflesso della nostra realtà interiore. 15-03-2006 Per timore di morire, ci ammazziamo ogni giorno un po'. 14-03-2006 Una
antica storia racconta di due schiave di un re, una bellissima, l'altra
bruttissima. Il saggio re, volendo trattenerne una sola per il suo
harem, decide di interrogarle per saggiarne le qualità morali,
consapevole di quanto l'apparenza inganni. 13-03-2006 La vera lotta politica è ormai tra due culture distinte: quella di chi crede che i soldi si fanno lavorando, e quella di chi ritiene che il lavoro sia prodotto dai soldi. 12-03-2006 Ci sono quelli che hanno l'ansia di spiegare tutto, perché non riescono a spiegarsi come mai stanno al mondo. 10-03-2006 Una signora mi ha detto che non può credere in Dio perché, se esistesse, sarebbe troppo spietato. E' un'affermazione priva di logica: perché Dio dovrebbe essere pietoso? 09-03-2006 Ho il pregio di non avere difetti, tranne uno: quello di non avere pregi. 04-03-2006 Sapere non è conoscere. Non posso sapere me stesso, posso solo conoscere me stesso. E per conoscermi, devo liberarmi di tutte le cose che so. 03-03-2006 "Saremo presto degli informatissimi idioti. Abbiamo già dei grandi specialisti idioti, incapaci di vedere l'essere umano nella sua totalità." (Franco Ferrarotti) 02-03-2006 In Medicina Tradizionale Cinese, quest'anima si chiama "anima vegetativa". "Anima per designare un principio psichico molto astratto, vegetativa per dimostrare il rapporto con la fisiologia del corpo che lo ha fatto nascere." 01-03-2006 Ogni tanto l'anima fa irruzione nella coscienza e si mostra, anche se solo per un attimo, per poi ri-velarsi. Lo fa con concretezza assoluta. Una perdita è allora uno "strappo dell'anima", una ferita del tessuto energetico che si crede di non poter mai suturare. Ma allora appare chiaro come si debba trattarla come un figlio: nutrirla, averne cura, farla crescere... l'energia che il corpo perde progressivamente col tempo, nutre e rinforza progressivamente l'anima. |
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