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I.FE.N. - Istituto Federico Navarro
Scuola di Orgonomia - Napoli

La Somato-psico-energetica

Somato-psico-energetico è l’approccio scientifico che intende l’Uomo come una unità inscindibile, costituita da diverse condensazioni di energia biologica, che vanno dalla più densa – quella somatica, o corporea – a quella più sottile, la psichica. E oltre.

Come l’acqua, che esiste normalmente allo stato liquido, ma si presenta anche in quello solido (ghiaccio) e in quello gassoso (vapore), senza che la qualità sostanziale di acqua venga perduta nel cambiamento di stato. Possiamo immaginare una polla sorgiva di acqua che si dirami in due diversi torrenti, uno dei quali vada verso una zona fredda tendendo a solidificarsi, l’altro che si indirizzi in zone calde tendendo a vaporizzare. Tra i due torrenti, immaginiamo una fitta rete di canali che consentono ai due torrenti di scambiarsi costantemente le acque. Ebbene, chiameremo il torrente caldo: psiche e quello freddo: corpo. L’energia è l’acqua che sgorga e scorre nei due torrenti e nei canali, trovando rallentamenti, accelerazioni, stasi e tumulti in funzione della temperatura e delle varie asperità del terreno.

Questo sistema, semplice e complesso, è l’Essere Umano. La somato-psico-energetica lo studia nel suo complesso come unità, ma aggiunge una consapevolezza: che la polla d’acqua sia l’affiorare in superficie di qualcosa di profondo, invisibile e quindi conoscibile solo attraverso le sue manifestazioni di superficie.

Tuttavia è la polla d’acqua quella che potremmo definire il nucleo energetico individuale di ciascun essere umano: l’En, secondo il nome datole da Federico Navarro. (vedi anche "matrice energetica").

Mentre la psicologia si occupa in modo specialistico della psiche e la medicina, del corpo, la somato-psico-energetica si occupa dell’energia che è alla loro base e ne studia i percorsi - gli scorrimenti, per così dire - , rilevandone i malfunzionamenti (le dis-funzioni). Ciò avendo particolare attenzione alla complessa rete di relazioni funzionali costituite, nella nostra metafora, dai canali che consentono lo scambio tra i due torrenti, soma e psiche.

Nell’essere umano, la funzione di questi canali è quella svolta dal sistema neuro-vegetativo, altrimenti noto come Sistema Nervoso Autonomo SNA, cui è affidato il controllo di tutte le funzioni vitali involontarie. Se tale sistema non funziona bene (se i canali si intasano), cessano i rapporti funzionali tra soma e psiche e i due rami della unità bio-energetica prendono a muoversi in modo scollegato, dando luogo a disturbi di ogni ordine e grado.

Lo strumento metodologico che consente di monitorare lo stato di buon funzionamento (e di ripristinarlo se occorre) del sistema neuro-vegetativo, si chiama perciò vegetoterapia. Essa si avvale di una diagnostica somato-psico-energetica, mediante la quale, con l’uso di strumenti, è possibile rilevare lo stato di benessere energetico dell’intero bio-sistema (il suo scorrimento senza intoppi), scendendo, se necessario, nel particolare apparato o organo.

 

CENNI STORICI SULL’ORIGINE DELLA SOMATO-PSICO-ENERGETICA

Sebbene l’esistenza di una forma di Energia particolare, cosmica e biologica, in una parola: vitale sia una conoscenza che attraversa l’intera umanità fin dalla notte dei tempi - tanto da permeare le culture in particolare orientali e aver dato origine alla Medicina Tradizionale Cinese (di cui l’agopuntura è una branca), si deve a Whilelm Reich la sua riscoperta nel mondo occidentale moderno ed il suo studio nei termini scientifici rigorosi di cui la nostra cultura sente un essenziale bisogno.

Allievo di Sigmund Freud, dal quale si distaccò progressivamente, Reich raccolse una impressionante quantità di dati clinici che lo spinsero a formulare la teoria che l’energia pulsionale di cui parlava Freud, fosse in realtà un’energia biologica, in quanto aveva una chiara corrispondenza nell’organico, e che l’inconscio freudiano potesse essere contenuto nei blocchi muscolo-caratteriali. Su questa base, descrisse delle tipiche distribuzioni di tali blocchi nei setti livelli muscolari da lui stesso individuati, costruendo una caratterologia e una tecnica analitica per individuarla e correggerla: per questo la vegetoterapia è definita carattero-analitica.

Ma quella che di cui noi oggi disponiamo è una tecnica vegetoterapeutica che non è più quella di Reich. Ne deriva, ma è stata grandemente arricchita ed approfondita da Federico Navarro – fondatore della nostra Scuola e del nostro Istituto -, secondo l’impegno assunto con Ola Raknes, allievo ed amico di Reich, che gli chiese di sistematizzarne le tecniche terapeutiche in forma di metodologia, su basi rigorosamente neurofisiologiche. Navarro, occorre dire, prima di incontrare l’opera di Reich nel 1966, aveva scritto nel 1960 - con Lebrun, un fisico -, un testo dal titolo “Nucleo-Essenzialismo©, teoria della radioattività vitale R.A.V.”, un libro che andava molto al di là della concezione stessa di Reich, e che – riguardo alla conoscenza dell’energia vitale – mostra contenuti molto più profondi e sottili. Entrambi gli A.A., Reich e Navarro, compresero l’importanza di riferirsi all’ambito della fisica, riguardo alle loro scoperte. Reich ebbe tempestosi rapporti con Einstein, che non diedero frutti; Navarro si riferì alla fisica seguendo gli sviluppi che dalla relatività einsteiniana portarono alla fisica quantistica, ponendo anche problemi di compatibilità tra le due teorie. Oggi noi continuiamo a trovare continue e sostanziali conferme a sostegno del nostro lavoro nella teoria unificata delle superstringhe e nella neonata biofisica.

La vegetoterapia carattero-analitica, a causa della sua derivazione storica dalla psicoanalisi, è oggi considerata generalmente una psicoterapia ad indirizzo corporeo. Ma, come abbiamo visto, essa può essere considerata una tecnica terapeutica di tipo energetico, a tutto tondo, fondata sui fenomeni di vibrazione e di risonanza delle particelle elementari dell’energia biologica, cioè – sostanzialmente – dei biofotoni.

 

ALCUNI CONCETTI FONDAMENTALI IN SOMATO-PSICO-ENERGETICA

Cos’è un campo energetico

Il campo energetico viene definito come lo spazio entro il quale è possibile percepire, in termini sensoriali o anche strumentali, gli effetti prodotti da una determinata fonte energetica.

Per esempio: immaginiamo un fuoco, un falò, e consideriamolo come una fonte energetica. Se ci avviciniamo al falò sentiamo più caldo; se ce ne allontaniamo ne sentiamo un po’ di meno e così via fino al punto che non percepiamo più il calore. Tutta la zona che ha questo punto come confine, è il campo energetico prodotto dal falò. Le diverse gradazioni di temperatura che percepiamo allontanandoci o avvicinandoci possiamo a un dipresso considerarle come la densità energetica. Allontanandoci dalla fonte abbiamo una diminuizione della densità energetica.

Cos’è la vibrazione di campo

L’energia che si irradia dalla fonte energetica (nucleo) lo fa a determinate frequenze.

In fisica la frequenza è il numero di fenomeni che si ripetono identici in una data unità di tempo. Ad esempio, la luce (e quindi anche quella emessa dalle nostre cellule, i biofotoni) ha frequenze variabili a seconda del colore, che si esprimono in hertz, cioè nel numero di cicli della forma d’onda ripetitiva per secondo.

Si sa che gli organismi viventi emettono vibrazioni sotto forma biofotonica. Tali vibrazioni sono note con il termine generico di bioradiazione.

Cos’è un fenomeno di risonanza

Se poniamo due diapason uno accanto all’altro e ne percuotiamo uno solo, esso emetterà una nota musicale, il La naturale. L’onda sonora che si propagherà da esso (radianza) colpirà il secondo diapason, il quale – essendo capace di produrre e di reagire solo al La naturale, inizierà a vibrare a sua volta emettendo un secondo La. I due suoni possono essere uditi in modo distinto, ma se le onde emesse sovrappongono il loro periodo (cioè la loro forma d’onda), il suono si rafforza grandemente e risulta essere di intensità maggiore della loro somma (superradianza). Per intenderci, è la sovrapposizione di onde marine in questa maniera a generare le onde anomale (tsunami).

Questo fenomeno si verifica anche tra due o più campi energetici biologici, quindi tra esseri umani (comunicazione energetica); è alla base di tutte le relazioni umane, particolarmente quelle affettivamente rilevanti (una passione travolgente è – in questo senso – uno tsunami).

Per quanto ci riguarda, è alla base di ogni relazione terapeutica efficace e, nella vegetoterapia, è utilizzato consapevolmente dal terapeuta. La somato-psico-energetica analizza le relazioni sulla base dei fenomeni di risonanza.
 

La vegetoterapia carattero-analitica

E’ il metodo elettivo di cura e sostegno nel nostro approccio. Consiste nella progressiva applicazione di determinati acting (azioni semplici e dolci che viene richiesto al cliente di eseguire) in sequenza predeterminata, che devono essere intesi come stimoli applicati al sistema neurovegetativo, capaci di suscitare nel cliente il sentire. Ciò che egli sente viene discusso in termini analogici (non analitici) e consente di prendere coscienza – da un lato – delle proprie difficoltà e dei propri blocchi e – dall’altro – di scioglierli in maniera dolce e sistematica. Analisi è separazione delle parti costituenti un tutto, l’approccio analogico invece consente di rivolgersi sempre all’unità somato-psicologica che ogni essere vivente è, mantenendola intatta e anzi consolidandola.

Diversamente da altri approcci psicoterapeutici, la verbalizzazione è ridotta alla descrizione del sentito e ai significati che esso ha, relativamente alla storia evolutiva del cliente. La risoluzione delle problematiche conflittuali avviene mediante la progressiva apparizione dei contenuti dell’incosciente, cioè dei contenuti emozionali dei blocchi muscolo-caratteriali. Agendo sulla zona di scambio tra somatico e psichico, la vegetoterapia ha effetti su entrambi in modo coerente. Ciò significa che – come spesso capita – le motivazioni per sottoporsi a un percorso vegetoterapeutico possono essere anche di tipo prettamente somatico.

Il numero delle sedute necessarie a completare il percorso varia – a seconda dei casi – da 150 a 180. La durata di ogni seduta è di 90 minuti, con cadenza settimanale. Il metodo, sebbene rigoroso, è assai flessibile e capace di adattarsi alle diverse individualità grazie alla particolare sensibilità energetica che l’operatore (medico o psicologo) deve aver coltivato attraverso una formazione estremamente severa.

I GRUPPI DI COMUNICAZIONE ENERGETICA

Pensati come forma didattica per operatori sanitari ed utilizzati con successo nell’ambito del programma di Educazione Continua in Medicina (ECM) del Ministero della Salute, questi gruppi si sono dimostrati assai efficaci anche per introdurre le persone che lo desiderano a un contatto profondo con se stessi e con gli altri, utile nelle interazioni importanti di ogni tipo: da quelle affettive con il partner, a quelle del mondo del lavoro. Si fa infatti esperienza del funzionamento dei fenomeni di risonanza tra i campi energetici umani, al di là della comunicazione verbale e non verbale. Particolarmente adatti a far chiarezza circa le difficoltà individuali di realizzare relazioni affettive soddisfacenti.

Si basano sull’esecuzione in gruppo di alcuni acting di vegetoterapia, modificati per poter favorire un’interazione tra partecipanti di tipo emozionale ed energetico. Si sviluppano di solito in 3 o 5 week-end consecutivi, a seconda del grado di profondità che intendono toccare. E’ possibile effettuare un test MET all’inizio e alla fine delle esperienze per visualizzare il cambiamento di stato energetico che esse hanno prodotto. Sono infine adatti a prendere un primo contatto con un eventuale successivo lavoro in vegetoterapia individuale.

LA DIDATTICA

Per quanti desiderino applicare le conoscenze della somato-psico-energetica nell’ambito della propria professione, sono previsti percorsi formativi didattici. In particolare, per medici e psicologi ed altri operatori sanitari iscritti ai rispettivi albi, tali percorsi consentono l’iscrizione come soci attivi all’Istituto Federico Navarro.

E’ richiesta una vegetoterapia di base (che conterrà anche aspetti esplicativi) particolarmente attenta con un operatore IFeN; una serie di sedute suppletive di controllo con altro operatore; incontri teorici basati sulla conoscenza dei testi assegnati e seminari su argomenti specifici secondo il piano didattico dell’IFeN; seminari di didattica applicativa e supervisione con un operatore IFeN dei casi trattati con la metodologia IFeN. Una particolare attenzione è dedicata alla conoscenza (anche strumentale) ed alla applicazione della diagnostica. A tutti gli operatori riconosciuti dall’Istituto sono richieste inoltre sedute periodiche di “richiamo” ad vitam.

E’ possibile agli operatori così formati e che abbiano le caratteristiche richieste di poter istituire dei propri centri operativi diagnostici e terapeutici sotto l’egida ed il diretto sostegno della NUCLEN Srl, la società che gestisce sul piano organizzativo le attività didattiche dell’IFeN. La NUCLEN garantirà presso l’utenza la qualità e la rispondenza del metodo utilizzato alle caratteristiche scientifiche e operative dell’approccio IFeN, ed offrirà costanti aggiornamenti in base alle implementazioni del metodo conseguenti alla continua attività di ricerca scientifica attuata nell’Istituto (l’IFeN appartiene all’IFOC, International Federation Orgonomic Collages, presso la quale è – attraverso il suo Presidente – responsabile dell’aerea ricerca).

 
 

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